La domanda di prestiti e l'apertura di linee di credito da parte delle imprese ha subito una doccia gelata nel quarto trimestre del 2020, mostrando per la prima volta un evidente segno di come la spinta al credito per contrastare lo shock pandemico, possibile tramite le massicce iniezioni di liquidità dei prestiti Tltro, inizi a palesare i primi limiti. Infatti, la Bank Lending Survey della Bce ha riportato una percentuale netta negativa del 12,42% delle banche dell'Eurozona che hanno registrato un'espansione della domanda di credito da parte delle imprese rispetto a quelle che hanno registrato una diminuzione, un valore che fa seguito al 3,92% dei tre mesi precedenti dopo il boom del trimestre estivo del +62,16%.
L’Eurotower, nello spiegare la "maggior percentuale di banche che indicano un declino piuttosto che un aumento", ha citato le riserve di liquidità accumulate nei trimestri precedenti da parte delle imprese a scopo cautelativo. La Bank Lending Survey, inoltre, ha evidenziato anche una stretta ai criteri di concessione del credito dovuta all'accumularsi di crediti deteriorati (Npl) nella seconda metà del 2020, in un clima di "percezione e avversione ai rischi". Invece, è risultata in aumento la domanda relativa ai mutui.
La Banca centrale europea, nel mentre, si è rimessa all'opera per riportare il piano di acquisti il Pepp ad un ritmo pre-festivo, con acquisti per un valore di 18,2 miliardi di euro, il ritmo maggiore da un mese a questa parte. "Il supporto dell'Istituto di Francoforte potrebbe essere una delle motivazioni alla base della buona tenuta della carta italiana vista negli ultimi giorni, nonostante la situazione politica incerta", affermano gli strategist di Mps Capital Services.
Inoltre, MFS Investment Management non prevede alcun cambiamento nella politica alla riunione della Banca centrale europea, a seguito dell'aumento e dell'espansione del programma di acquisto di emergenza pandemico a dicembre. "L'accomodamento monetario rimane considerevole e il Pepp è stato appena aumentato e ampliato a dicembre", sottolinea Peter Allen Goves, analista di ricerca sul reddito fisso. È probabile che la Bce "accolga favorevolmente un movimento al rialzo in alcune misure delle aspettative di inflazione", spiega Goves, aggiungendo che l'inflazione della zona euro "potrebbe mostrare un aumento a breve termine per vari motivi, anche se le misure di inflazione sottostante sono state attenuate per qualche tempo". (riproduzione riservata)