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Bce in modalità "pilota automatico". Solo l'inflazione troppo bassa potrebbe farla intervenire
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Bce in modalità "pilota automatico". Solo l'inflazione troppo bassa potrebbe farla intervenire

di Marco Vignali
20 gennaio 2021, 14:30

Nessuna novità attesa dal meeting di domani, con la Banca centrale che si concentrerà su prospettive economiche e finanziamenti. L’inflazione rimane sconfortante. Non si può quindi escludere un ulteriore allentamento monetario. Focus sull’euro. Il Pepp resterà lo strumento per controllare la curva dei rendimenti

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea si riunirà domani, giovedì 21 gennaio, in quello che sarà il primo meeting di politica monetaria del 2021. Il sentiment condiviso dal mercato è che non vi saranno sostanziali e radicali novità rispetto a quanto annunciato a dicembre, soprattutto date le prospettive economiche praticamente immutate e il livello già elevato di aiuti messi in campo dall’istituto.
 
“Non prevediamo cambiamenti nella configurazione della politica monetaria”, evidenziano gli analisti di Pimco, secondo cui “la Bce ha ormai innestato il pilota automatico. Monitorerà come le condizioni macroeconomiche si svilupperanno nei prossimi mesi e risponderà a qualsiasi inasprimento sostanziale delle condizioni di finanziamento con il programma di acquisti per l'emergenza pandemica, in linea con il suo framework per il controllo della curva dei rendimenti”.
 
Poiché la politica fiscale è considerata lo strumento preferenziale, in un contesto di elevata incertezza vicino al limite inferiore effettivo, il ruolo della Bce verrà nuovamente articolato per favorire tale politica e garantire condizioni di finanziamento favorevoli per il settore privato e pubblico dell'economia dell'area dell'euro.
 
“L'attenzione alle condizioni di finanziamento più che a quelle finanziarie relega le considerazioni sull'equity e sulla valuta in secondo piano e prevede una transizione dalle quantità ai prezzi, a una qualche forma di controllo della curva dei rendimenti. Riteniamo che il Pepp sia lo strumento appropriato per controllare la curva dei rendimenti nell'area dell'euro, e la Bce continuerà ad utilizzare la flessibilità intrinseca del programma per controllare la curva dei rendimenti a seconda che prevalgano considerazioni in termini di posizione o di trasmissione, con l'obiettivo di mantenere condizioni di prestito accomodanti per tutte le giurisdizioni dell'area dell'euro per la durata della pandemia”, evidenziano da Pimco.
 
Il mandato principale dell'Eurotower, inoltre, è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, definita dal 2003 come tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Tuttavia, secondo gli analisti di Pimco, la traiettoria dell'inflazione rimane sconfortante. A dicembre l'inflazione IAPC headline dell'area dell'euro è rimasta stabile a -0,3% su base annua, rimanendo in territorio negativo per il quinto mese consecutivo. L'inflazione core, invece, è rimasta invariata al minimo storico dello 0,2% su base annua per il quarto mese consecutivo. Le attuali previsioni di inflazione core e headline HICP della Bce per il 2023 si attestano rispettivamente all'1,2% e all'1,4%.
 
“In altre parole, si prevede di non raggiungere in maniera evidente la propria definizione di stabilità dei prezzi per altri tre anni”, sottolineano gli strategist. Il dato dell'1,4% per il 2023, per quanto riguarda l'inflazione HICP, è però incredibilmente basso e solleva nuovi interrogativi sull'interpretazione della stabilità dei prezzi da parte della Bce e sulla strategia di mantenere più a lungo l'attuale configurazione della politica monetaria invece di allentare le condizioni in modo aggressivo.
 
“Il pacchetto di misure di politica monetaria del dicembre 2020 porterà probabilmente a un modesto miglioramento dell'inflazione nel round di marzo delle proiezioni macroeconomiche degli esperti, ma la posizione meno preventiva, combinata con un debole track record in termini di raggiungimento del mandato primario, mantiene in vita i dubbi di lunga data sull'impegno della Bce per una simmetria intorno a un obiettivo di inflazione vicino al 2%”, sottolineano gli analisti di Pimco.
 
Anche secondo Mirabaud AM, in seguito all'annuncio di un nuovo pacchetto di politiche monetarie nella riunione dello scorso dicembre, è improbabile che la Bce annunci nuove misure o modifiche alla sua posizione attuale. “Al meeting di giovedì, l'attenzione sarà su tre temi principali. In primo luogo, il focus sarà sui rischi per le prospettive di crescita, che a nostro avviso è probabile saranno ancora orientate al ribasso, dato che in molti Paesi sono ancora in vigore misure di distanziamento sociale, che hanno un impatto sulla crescita. Si osserveranno poi le implicazioni della forza dell'euro sulle prospettive di inflazione, che resta a livelli estremamente bassi, e l'importanza di condizioni di finanziamento favorevoli”, evidenziano i money manager.
 
Sulla stessa linea di pensiero è Aberdeen Standard Investments. "Non ci aspettiamo che la Bce prenda decisioni di politica monetaria questa settimana, dato che solo sei settimane fa ha ampliato il programma di Qe”, evidenzia Paul Diggle, senior economist del gruppo. “Ci aspettiamo invece che la conferenza stampa si concentri sull'impatto economico dei nuovi lockdown in Europa, sulla distribuzione dei vaccini, sull'accordo Brexit e su come gli ulteriori stimoli fiscali negli Stati Uniti potranno influenzare le prospettive europee. Inoltre, gli investitori vorranno sapere cosa potrebbe fare la Bce se le condizioni economiche dovessero peggiorare ulteriormente, e potrebbero innervosirsi se si dovesse parlare di un'eventuale riduzione del sostegno. L'economia dell'Eurozona si avvia verso una doppia recessione e, a lungo termine, l'inflazione rimarrà molto contenuta”, sottolinea Diggle, con la conseguenza che “non dovremmo escludere completamente che la Bce possa allentare ulteriormente la politica monetaria”. (riproduzione riservata)



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