La Bce taglia i tassi di un altro 0,25%, dal 3 al 2,75%. Ma le riduzioni con ogni probabilità andranno avanti, anche alla luce dei crescenti rischi sulla crescita nell’Eurozona, rimasta piatta nel quarto trimestre del 2024 secondo la stima preliminare pubblicata da Eurostat. Il dato sul pil è inferiore al +0,2% che era stato previsto da Francoforte.
In questo quadro la politica monetaria Bce è «ancora restrittiva» per l’economia, come ha evidenziato ieri la presidente Christine Lagarde secondo cui è «del tutto prematuro» parlare di tasso neutrale, al contrario di quanto il falco Isabel Schnabel aveva rilevato nei giorni scorsi.
Queste parole fanno pensare che servirà almeno il taglio di marzo prima di iniziare la discussione su quando fermarsi. I falchi del consiglio direttivo insisteranno per avviarla il prima possibile.
Lagarde ha indicato a Davos il tasso neutrale tra 1,75% e 2,25%, in attesa di una nuova analisi dello staff di Francoforte che sarà pubblicata nei prossimi giorni. La presidente Bce ha aggiunto di non sapere se sarà necessario scendere sotto il livello neutrale rinviando alla «dipendenza dai dati» e alle decisioni «riunione per riunione» della Bce.
Pur in assenza di indicazioni prospettiche sui tassi (forward guidance), Lagarde ha ribadito che la «direzione» è quella di ulteriori tagli, anche se il ritmo sarà definito in base all’andamento dell’economia.
In tal senso sono in arrivo la prossima settimana i dati di inflazione di gennaio. A marzo inoltre saranno pubblicate le nuove proiezioni Bce che potrebbero essere condizionate dai prezzi dell’energia e da eventuali misure introdotte prima di allora da Donald Trump.
Lagarde ha detto che i dazi sarebbero «negativi a livello globale» anche se l’impatto sull’inflazione in Europa sarebbe incerto. La decisione di ieri è stata raggiunta all’unanimità dal consiglio direttivo e non è stato discusso un maxi-taglio dello 0,5%.
Riguardo all’outlook economico, la Bce ha rilevato che «il processo disinflazionistico è ben avviato» e che l’inflazione dovrebbe tornare all’obiettivo del 2% nel medio termine «nel corso dell’anno». Anche l’inflazione di fondo si attesterà stabilmente intorno al target, secondo le attese di Francoforte.
Al momento solo l’inflazione domestica resta «elevata» perché salari e prezzi in alcuni settori si stanno ancora adeguando al passato incremento dell’inflazione «con considerevole ritardo», ha rilevato la Bce. La crescita delle retribuzioni «si sta però moderando secondo le attese» e i profitti ne stanno attenuando l’impatto sull’inflazione.
Quanto al pil, i rischi sono ancora «orientati al ribasso» secondo la Bce. Per Lagarde l’economia «dovrebbe restare debole nel breve periodo» a causa della persistente contrazione della manifattura. Il clima di fiducia dei consumatori, ha aggiunto, è «fragile» e le famiglie «non hanno ancora tratto dall’aumento dei redditi reali uno stimolo sufficiente a incrementare significativamente la loro spesa».
In ogni caso la Bce continua ad aspettarsi una ripresa per effetto del mercato del lavoro solido e dei redditi più elevati che dovrebbero aumentare la fiducia dei consumatori e consentire un incremento della spesa.
Inoltre Francoforte si aspetta che la maggiore convenienza del credito stimoli consumi e investimenti. Infine le esportazioni dovrebbero sostenere la ripresa ma «a condizione che le tensioni commerciali non si intensifichino» a causa dei dazi in Europa e Cina.
Riguardo alle condizioni di finanziamento, i recenti tagli rendono «gradualmente meno onerosi i nuovi prestiti a imprese e famiglie» ma la politica monetaria rimane restrittiva e i passati rialzi dei tassi si stanno ancora trasmettendo ai crediti in essere.
I mercati ieri scontavano una discesa dei tassi fino a poco sotto il 2% a fine anno. Nei giorni scorsi il governatore francese François Villeroy de Galhau ha detto di aspettarsi tassi al 2% entro l’estate. Le previsioni degli economisti sul tasso finale oscillano tra l’1,5 e il 2%.
Intanto Lagarde ha detto che la Bce non comprerà bitcoin perché le riserve della banca centrale devono essere «liquide, sicure e al riparo da sospetti di riciclaggio o attività criminali». (riproduzione riservata)