La Bce dovrebbe tagliare i tassi dello 0,25% «a ogni riunione» fino ad arrivare attorno al livello neutrale del 2% «entro l’estate», dall’attuale 3%. Lo ha detto il governatore francese François Villeroy de Galhau a Davos a Bloomberg. «C’è un consenso plausibile sul fatto che continueremo ad agire ad ogni riunione, come abbiamo fatto da settembre», ha detto.
Villeroy ha allontanato per il momento riduzioni dei tassi dello 0,50%: «Se saremo abbastanza decisi sul ritmo dei tagli, probabilmente non avremo bisogno di aumentarne l’entità. Potrebbe essere oggetto di un altro dibattito. Non escluderei questa possibilità per il futuro». Il governatore francese ha aggiunto in modo esplicito che «se continuiamo a questo ritmo potremmo essere entro l’estate attorno al 2% che è il tasso neutrale».
A quel punto, secondo Villeroy, la Bce potrebbe comunque andare avanti con le sforbiciate: «In seguito dovremo valutare se rimanere lì o se andare oltre, osserveremo i dati. Probabilmente il nostro percorso è il più semplice tra le principali banche centrali». La Bce, ha rilevato, «può andare sotto il livello neutrale ma non è una questione che dobbiamo porci ora». La presidente Bce Christine Lagarde ha indicato il tasso neutrale tra l’1,75% e il 2,5%.
Villeroy non vede rischi al rialzo sull’inflazione legati alle misure della nuova amministrazione Usa: «Sono vigile ma non preoccupato per l’inflazione, anche considerando l’effetto delle politiche di Trump».
Anche il presidente della Bundesbank Joachim Nagel non teme più il carovita e prevede che l’inflazione dell’Eurozona sarà vicina all’obiettivo del 2% «entro metà 2025», rendendo così «raggiungibile» il tasso neutrale prima di allora. Nagel ha osservato che l’inflazione nei servizi è «persistente» ma sarà compensata dalla frenata dei salari. Il governatore della Bundesbank si è comunque detto a favore dell’approccio «riunione per riunione» per i prossimi sei mesi.
Pure il falco slovacco Peter Kazimir ha detto che tre-quattro tagli consecutivi sono «fattibili». Le dichiarazioni più caute finora sono state quelle di Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo Bce, che nei giorni scorsi ha sottolineato: «Ci stiamo avvicinando al livello in cui dovremo valutare più attentamente se e fin dove ridurre i tassi». Anche Schnabel tuttavia non vede più «rischi significativi che ci impediscano di arrivare all’obiettivo del 2%». In precedenza il membro tedesco del board aveva sottolineato i rischi di un «ultimo miglio» difficile sulla discesa dell’inflazione.
Intanto i mercati monetari scontano già il taglio dello 0,25% nella riunione del 30 gennaio e ne vedono altri tre quest’anno. (riproduzione riservata)