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Bce, dilemma stagflazione. I banchieri centrali preferiscono prendere tempo sui tassi. Le attese per la riunione del 30 aprile
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Bce, dilemma stagflazione. I banchieri centrali preferiscono prendere tempo sui tassi. Le attese per la riunione del 30 aprile

28 aprile 2026, 21:34

Nell’Eurozona peggiora il quadro per l’economia: le attese di inflazione salgono in modo netto, mentre la stretta sul credito alle imprese è ai livelli del 2023

La Bce lascerà con ogni probabilità i tassi invariati al 2% nel consiglio direttivo del 30 aprile. La presidente Christine Lagarde ha spiegato nei giorni scorsi che servono «ulteriori informazioni» prima di trarre conclusioni sulla politica monetaria. Anche altri banchieri centrali (De Guindos, Lane, Villeroy, Kazaks, Simkus, Stournaras) hanno evidenziato la necessità di non agire d’impulso.

Così il 30 aprile l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle parole di Lagarde e a quanto la sua comunicazione lascerà spazio a un possibile rialzo dei tassi nella riunione successiva di giugno. I mercati scontano al 10% la probabilità di un rialzo il 30 aprile, mentre per quest’anno sono previste in totale due strette con probabilità al 75% di una terza mossa.

L'impatto della crisi mediorientale sull'economia dell'Eurozona

Nel frattempo l’economia dell’Eurozona mostra i segni della guerra in Medio Oriente e i sondaggi indicano un ulteriore peggioramento all’orizzonte per inflazione e crescita. Gli indicatori evidenziano un crescente pericolo di stagflazione innescata dal rialzo dei prezzi di gas e petrolio.

Dopo gli indici Pmi, anche due esercizi separati della Bce hanno tracciato lo stesso scenario. Innanzitutto, le aspettative di inflazione dei consumatori a marzo sono salite in modo netto: il carovita nell’Eurozona è atteso al 4% nei prossimi 12 mesi e al 3% tra tre anni, poco sotto il massimo del 3,1% toccato a ottobre 2022 (a febbraio i valori erano al 2,5% a 12 mesi e tre anni).

Questi numeri, superiori all’obiettivo Bce del 2%, fanno pensare a possibili effetti di secondo livello sui prezzi, dopo quelli diretti dovuti all’energia. Anche le aziende prevedono aumenti dei prezzi di vendita, secondo quanto emerso nei giorni scorsi. La Bce è attenta anche alle conseguenze indirette della guerra in Medio Oriente in vista di un possibile aumento dei tassi.

Il restringimento del credito e i rischi geopolitici

Nello stesso tempo, tuttavia, arrivano crescenti segnali di una frenata dell’economia dell’Eurozona. Nel primo trimestre del 2026 le banche dell’area hanno inasprito i criteri di concessione dei prestiti alle imprese nella misura maggiore registrata negli ultimi due anni, secondo l’ultima indagine Bce sul credito.

Le tensioni geopolitiche hanno aumentato il rischio percepito e abbassato la soglia di tolleranza delle banche. L’inasprimento è risultato superiore alla media storica ed è stato il più marcato dal terzo trimestre del 2023. La tendenza al restringimento è iniziata a metà del 2025.

Le banche europee prevedono di irrigidire ulteriormente i criteri di concessione del credito nel secondo trimestre a causa del conflitto in Iran. Secondo il sondaggio, si prevede anche un calo della domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie, a causa della riduzione dei finanziamenti destinati agli investimenti fissi, del calo della fiducia dei consumatori e della diminuzione della spesa per beni durevoli.

La situazione del credito in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, nel primo trimestre i criteri di offerta sui prestiti alle imprese sono rimasti invariati. Per il trimestre in corso, le banche si attendono un inasprimento dei criteri di offerta, marcato per i prestiti alle imprese e di lieve entità per il credito al consumo, secondo quanto osservato dalla Banca d’Italia.

Sempre in Italia la domanda di prestiti da parte delle imprese ha registrato una flessione a inizio 2026, riconducibile soprattutto alle minori esigenze di finanziamento per investimenti fissi. La domanda di mutui da parte delle famiglie è rimasta nel complesso stabile, mentre quella di credito finalizzato al consumo è leggermente aumentata. Nel trimestre in corso, la richiesta di finanziamenti è attesa in calo per imprese e famiglie. (riproduzione riservata)



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