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Bce: deficit Italia tra i più alti, il sostegno di bilancio va sostenuto
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Bce: deficit Italia tra i più alti, il sostegno di bilancio va sostenuto

di Marco Vignali
07 gennaio 2021, 10:55

Fino a quando non si registrerà una ripresa duratura, è il monito della Bce nel primo bollettino dell'anno. Il focus è ricaduto sull'impatto maggiore del previsto del covid-19, sull'inflazione ancora negativa e sulle prospettive di ripresa legate al vaccino. Le misure di politica monetaria contribuiranno a preservare condizioni di finanziamento favorevoli e si continuerà a seguire il tasso di cambio

Nel primo bollettino del 2021, l'attenzione della Bce è inevitabilmente ricaduta ancora una volta sulla minaccia portata dalla pandemia, che secondo i membri dell'Istituto continuerebbe a generare gravi rischi al ribasso per l'Eurozona. "La recrudescenza dei casi di Covid-19 e le misure di contenimento ad essa associate limitano considerevolmente l'attività economica nell'area dell'euro, che dovrebbe aver subito una contrazione nel quarto trimestre del 2020", si legge nel documento della Bce, secondo cui, sebbene nel terzo trimestre la ripresa dell'attività economica sia stata più vigorosa rispetto alle attese e le prospettive per la distribuzione dei vaccini siano incoraggianti, "la pandemia di coronavirus continua a ingenerare gravi rischi per la salute pubblica e per le economie dell'area dell'euro e del resto del mondo".

"Nel complesso", si legge il bollettino, "i dati più recenti e le proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti dell'Eurosistema a dicembre 2020 segnalano un impatto della pandemia sull'attività economica più pronunciato nel breve termine e una debolezza dell'inflazione più duratura rispetto a quanto precedentemente previsto. In tale contesto, nella riunione di politica monetaria del 10 dicembre 2020, il Consiglio direttivo ha deciso di ricalibrare i propri strumenti di politica monetaria". Secondo la Bce, il settore dei servizi sarà, inevitabilmente, quello più colpito dalle nuove restrizioni. Tuttavia, con lo svilupparsi dei vaccini, "lo scenario più grave dovrebbe essere quello meno probabile", anche se "l'impatto della pandemia resta molto pronunciato, anche più di quanto previsto, e l'incertezza resta elevata".

Per questo motivo, il Consiglio rimarrà pronto ad adeguare, ove opportuno, tutti gli strumenti a sua disposizione, anche per assicurare che l'inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente all'obiettivo, in linea con il suo impegno ad adottare un approccio simmetrico. La Bce si aspetta un'inflazione negativa almeno fino agli inizi del 2021, sulla scorta della dinamica dei corsi petroliferi e tenendo conto della riduzione temporanea dell'aliquota dell'Iva in Germania. Successivamente, dovrebbe aumentare a causa della fine del periodo di riduzione temporanea di tale imposta in Germania e degli effetti base al rialzo sulla componente energetica. Al tempo stesso, puntualizza, "le pressioni di fondo sui prezzi dovrebbero mantenersi contenute per effetto della debolezza della domanda, in particolare nei settori dei viaggi e del turismo, nonché del contenimento delle pressioni salariali e del livello storicamente elevato del tasso di cambio effettivo dell'euro. Una volta venuto meno l'impatto della pandemia, una ripresa della domanda, sostenuta dall'orientamento accomodante della politica monetaria e di bilancio, eserciterà pressioni al rialzo sull'inflazione nel medio termine".

Secondo l'Eurotower, "le misure di politica monetaria adottate dal Consiglio direttivo nella riunione di dicembre contribuiranno a preservare condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia, sostenendo il flusso del credito a tutti i settori dell'economia, offrendo supporto all'attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi nel medio termine", viene posto in evidenza nel bollettino, dove si sottolinea anche come si continuerà a seguire l'andamento del tasso di cambio in relazione alle sue possibili implicazioni per le prospettive di inflazione a medio termine. Attualmente, il cross valutario euro-dollaro scambia in ribasso dello 0,31% a 1,2287.

Per quanto riguarda l'economia reale, nel terzo trimestre del 2020 l'economia mondiale ha fatto registrare una vigorosa ripresa, seguita, all'inizio del quarto trimestre, da un duraturo impulso di crescita, anche se secondo Francoforte le prospettive economiche a breve termine sono offuscate da andamenti sfavorevoli. "Nonostante le recenti novità sulla messa a punto di vaccini efficaci contro il coronavirus abbiano destato ottimismo nei mercati finanziari, la pandemia continua a offuscare le prospettive economiche mondiali a breve termine", si legge nel bollettino, "e il significativo aumento di nuovi casi di Covid-19, in particolare nelle economie avanzate, ha portato alla reintroduzione di misure di contenimento, che tuttavia vengono percepite come meno pregiudizievoli per l'attività economica rispetto a quelle adottate nel corso della prima ondata della pandemia".

Per quanto riguarda la distribuzione e la somministrazione della cura anti-Covid, la Bce evidenzia che, in prospettiva, "i recenti progressi nella messa a punto di vaccini contro il Covid-19 consentono di ipotizzare con maggiore fiducia una graduale soluzione della crisi sanitaria. Cionondimeno, occorrerà del tempo prima che si ottenga un'immunità generalizzata, così come non si possono escludere ulteriori aumenti dei contagi, con le sfide che ciò comporta per la salute pubblica e le prospettive economiche".

Nel medio periodo la ripresa dell'economia dell'area dell'euro dovrebbe essere sorretta dalle condizioni di finanziamento favorevoli, dall'orientamento espansivo delle politiche di bilancio e da una ripresa della domanda al progressivo venir meno delle misure di contenimento e dell'incertezza, e le proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti dell'Eurosistema a dicembre prevedono un calo del pil in termini reali a livello mondiale (esclusa l'area dell'euro) del 3% nel 2020 a fronte di un aumento del 5,8% nel 2021 e una successiva espansione del 3,9 e del 3,6%, rispettivamente, nel 2022 e 2023.

Infine, l'Istituto di Francoforte ha anche voluto sottolineare l'efficacia delle politiche fiscali, che avrebbero attenuato l'impatto della pandemia. "Il consistente sostegno delle politiche di bilancio fornito ha attenuato il rilevante effetto negativo della pandemia di coronavirus sull'economia reale", conclude la Bce, puntualizzando però che "il costo di tali misure di sostegno ha inciso in maniera molto marcata sui bilanci di tutti i paesi dell'area dell'euro, pur con notevoli differenze tra un paese e l'altro. Pertanto, secondo le proiezioni macroeconomiche, per effetto del rallentamento economico e del considerevole sostegno di bilancio il disavanzo di bilancio delle amministrazioni pubbliche dell'area dell'euro dovrebbe aumentare in modo significativo fino a raggiungere l'8% del pil nel 2020, dallo 0,6% del 2019. In seguito, il rapporto disavanzo pubblico/pil dovrebbe scendere al 6,1% del pil nel 2021, al 3,9% nel 2022 e al 3% nel 2023. Spagna, Francia, Italia e Slovacchia dovrebbero registrare i disavanzi più elevati nel 2021, pari a oltre il 7,5% del pil". (riproduzione riservata)



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