Forse per lenire i dolori della finale di Europa League persa dalla sua amata Roma ai calci di rigori Mario Draghi ha deciso che per un po’ sarà lontano dall’Italia. L’ex Presidente del Consiglio, tra le Considerazioni Finali di Ignazio Visco e il ricevimento al Quirinale per la Festa della Repubblica, è stato tra i protagonisti più gettonati in questi due eventi pubblici. Come al solito ha usato il suo celebre understatement per sviare le domande più insidiose. Ma qualcosa è trapelato comunque. Ad esempio, uscendo dagli austeri saloni della Banca d’Italia, a chi scrive ha rivelato che «sarà un po’ in giro per alcune conferenze all’estero senza fare uscite pubbliche in Italia», ma non ha voluto aggiungere altro sul tema di queste lezioni.
Vista la statura di Draghi, che qualcuno indica come possibile futuro presidente della Banca Mondiale, il cui numero uno dovrà essere indicato da Joe Biden, ci sarebbe da meravigliarsi del contrario. Già prima di lui altri ex premier, come Enrico Letta e Matteo Renzi, una volta lasciato Palazzo Chigi hanno scelto la via dell’università e delle conferenze.
C'è chi scommette che la materia dei futuri speech di Draghi sarà incentrata sul raccontare al mondo della finanza e delle banche che contano negli Usa come l’Europa si stia attrezzando con il New Green Deal. L’ex banchiere centrale non ha voluto invece commentare la corsa alla poltrona di governatore che -come raccontato da questo giornale- vede Fabio Panetta, componente del board della Bce, in pole position, anche perché stimato tanto dalla premier Giorgia Meloni quanto dal Consiglio Superiore dell’istituto centrale.
Ma se Draghi si è trincerato dietro il consueto silenzio, probabilmente operoso, c’è Christine Lagarde, presidente della Bce, che invece si sta già muovendo. Secondo quanto risulta a Milano Finanza, la numero uno dell’Eurotower vorrebbe una donna al posto di Panetta, laddove davvero l’economista romano -avvistato anch’egli nei giardini del Quirinale- dovesse essere nominato al soglio di palazzo Koch il prossimo autunno. E l’indicazione della banchiera francese toglierebbe pure una castagna dal fuoco all’Italia, permettendole di avere subito un suo rappresentante nel consiglio d’amministrazione di Francoforte senza perdere quella poltrona cui tutti tengono molto.
Volendo fare un passo avanti su questa seconda corsa, importante né più né meno di quella per diventare il numero uno a Via Nazionale, ci sono già un paio di profili di autorevoli figure che potrebbero essere scrutinate dall’esecutivo Meloni e dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, qualora essi volessero seguire questa propensione di Lagarde che dovrà comunque fare i conti con tanti autorevoli candidati uomini, a partire da Daniele Franco, già ministro dell’Economia di Draghi, Ragioniere Generale e membro del Direttorio e Luigi Federico Signorini, direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass.
Si tratta delle professoresse Concetta Brescia Morra e Elena Carletti. I loro nomi, sconosciuti ai più, sono invece ben noti al mondo accademico e bancario, il quale sa bene che in Bce può andare anche chi non lavora in Banca d’Italia perché si tratta di una nomina prettamente politica presa da tutti i governi europei. Basta che ci sia la competenza.
Concetta Brescia Morra è titolare delle cattedre di Diritto Bancario, Diritto della Concorrenza e Diritto commerciale 2 presso la Facoltà di Economia dell'Università del Sannio di Benevento. Ha insegnato Diritto Bancario, è componente del Comitato Scientifico della rivista "Cooperazione di credito" e ha fatto parte di numerosi gruppi di ricerca finanziati da istituzioni pubbliche e private.
Anche Elena Carletti ha un curriculum di tutto rispetto e già siede nel cda di Unicredit come consigliere indipendente. Direttore dell’Unità di ricerca Banking, Finance and Regulation, Carletti è Professore Ordinario di Finanza all’Università Bocconi. Fa parte poi del Dipartimento di Finanza ed è membro del panel di esperti sulla supervisione bancaria nonché del Comitato Scientifico dell’Istituto Bruegel. Ciliegina sulla torta che può aiutare con i tedeschi: è professore di ricerca presso la Bundesbank.
Anche in questo caso, come per la poltrona da Governatore, un parere decisivo sarà dato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma la corsa è partita. Starà all’Italia scegliere per il meglio, uomo o donna che sia. (riproduzione riservata)