Bbva ritira l’ops su Sabadell. Nella notte di giovedì 17 la Commissione Nazionale del Mercato dei Valori – la Consob spagnola – ha reso noto che soltanto il 25,5% degli azionisti della target ha aderito alla proposta, una quota ben inferiore al minimo necessario per portare a termine l’operazione. L’esito negativo era atteso: a inizio settimana era emerso che poco più del 2% dei soci-clienti di Sabadell aveva detto sì alla proposta.
L’offerta di Bbva era stata presentata il 30 aprile 2024, con una valutazione complessiva di circa 11,5 miliardi di euro. Il piano prevedeva uno scambio azionario – una nuova azione Bbva per ogni 4,83 azioni Sabadell – e avrebbe consentito agli azionisti della banca catalana di detenere il 16% del nuovo gruppo. La sede operativa sarebbe stata collocata a Sant Cugat, presso il quartier generale di Sabadell, mantenendo il nome Bbva ma preservando il marchio Sabadell nei territori o nei segmenti di mercato dove riveste un valore commerciale specifico.
Bbva ha più volte rivisto i termini dell’offerta per cercare di superare le resistenze. A settembre il valore dell’operazione era salito a 17,9 miliardi di euro, con uno scambio di una nuova azione Bbva per ogni 4,8376 azioni Sabadell. Il 1° ottobre è stata aggiunta anche una piccola componente in contanti, pari a 0,29 euro per ogni 5,0196 azioni. Tutte le necessarie approvazioni erano state ottenute: dalla Bce alla Cnmv, fino all’Antitrust spagnolo, alla Commissione Europea e alle autorità della concorrenza di Messico e Paesi Baschi.
Nonostante il quadro autorizzativo favorevole, il cda di Sabadell ha sempre mantenuto una posizione di netto rifiuto. Il 12 settembre scorso ha raccomandato all’unanimità agli azionisti di non aderire all’offerta, giudicandola «inadeguata rispetto al reale valore della banca e alle sue prospettive di sviluppo indipendente». Pochi giorni dopo, il 30 settembre, la posizione è stata confermata, con un invito formale a respingere la proposta di scambio azionario.
Il 17 ottobre 2025 la Consob spagnola ha pubblicato i risultati definitivi: solo il 25,5% delle adesioni. Una percentuale insufficiente, che ha portato Bbva a dichiarare decaduta l’offerta. Con questa decisione si chiude uno dei tentativi di fusione più rilevanti e discussi degli ultimi anni nel panorama finanziario iberico.
Se fosse andata in porto, la fusione avrebbe rappresentato la più grande operazione di consolidamento bancario in Spagna dall’epoca post-crisi. Il progetto mirava a unire due realtà complementari: Bbva, con una forte presenza internazionale e retail, e Sabadell, radicata nel credito alle imprese e alle pmi. Le sinergie stimate superavano gli 850 milioni di euro all’anno e avrebbero rafforzato la competitività del nuovo gruppo nel mercato domestico.
Il ritiro di Bbva chiude così un capitolo ambizioso ma divisivo. Sabadell, che ha mostrato segnali di miglioramento nei conti e nella redditività, esce dal confronto rafforzata nella propria indipendenza. Per il sistema bancario spagnolo, la rinuncia segna la fine di un’operazione che avrebbe potuto cambiare gli equilibri di mercato, ma che si è infranta contro la ferma volontà del consiglio e la scarsa adesione degli azionisti. (riproduzione riservata)