Il titolo Bayer vola alla borsa di Francoforte sui massimi del 2025 a quota 30,98 euro (+10,70% a 30,5367 euro alle 09:55) dopo che i risultati iniziali di uno studio clinico hanno cambiato le sorti di un importante farmaco cardiovascolare che aveva subito una battuta d’arresto nello sviluppo due anni fa.
Il gruppo tedesco ha, infatti, annunciato domenica che una terapia combinata con il suo candidato farmaco Asundexian ha ridotto in modo significativo il rischio di ictus ischemico rispetto al placebo in pazienti che in precedenza avevano già subito un ictus o altri problemi di ostruzione dei vasi sanguigni nel cervello.
Nello studio di Fase III, una dose giornaliera di 50 milligrammi di Asundexian ha ridotto in modo significativo il rischio di ictus ischemico senza aumentare il rischio di emorragie gravi rispetto al placebo, un pericolo presente in alcuni anticoagulanti,. ha specificato Bayer. Il farmaco orale agisce bloccando una proteina chiamata Fattore XIa, che gioca un ruolo nella coagulazione del sangue.
Alla fine del 2023 il candidato anticoagulante non aveva dato buoni risultati in uno studio clinico su un gruppo più ampio di pazienti con fibrillazione atriale, a rischio di ictus ma che non ne avevano ancora avuto uno.
I risultati dettagliati dello studio, noto come Oceanic-Stroke, saranno presentati in un prossimo congresso scientifico, ha precisato la società, che conta di avviare i colloqui con le autorità sanitarie di tutto il mondo mentre prepara la domanda di autorizzazione alla commercializzazione.
Un successo per il ceo, Bill Anderson, che sta riorganizzando la società nel tentativo di compensare il calo delle vendite dei suoi farmaci blockbuster (Xarelto, un anticoagulante, e il farmaco oftalmico Eylea), ridurre il maxi debito e far fronte alle costose cause legali legate all’erbicida Roundup e alla contaminazione da policlorobifenili. Anderson ha promesso di contenere le problematiche legali entro la fine del 2026.
«I risultati di Asundexian danno maggior fiducia sul fatto che l’inibizione di FXIa possa portare a miglioramenti significativi nell’anticoagulazione senza compromettere la sicurezza a causa di un aumento del rischio di sanguinamento», ha commentato Evan David Seigerman, analista di Bmo Capital Markets.
All’inizio di novembre i risultati di Bristol Myers Squibb e Johnson & Johnson avevano sollevato dubbi su questa classe di farmaci. Tanto che i partner hanno interrotto uno studio per un farmaco concorrente, Milvexian, dopo che è sembrato improbabile che potesse aiutare i pazienti che avevano subito una complicanza cardiaca. (riproduzione riservata)