skin track
Batosta manovra, dalle banche alla casa. Il conto delle nuove tasse è di oltre 8 miliardi
Politica Leggi dopo

Batosta manovra, dalle banche alla casa. Il conto delle nuove tasse è di oltre 8 miliardi

24 ottobre 2025, 22:00

Dalle sigarette alle imprese, passando dalla stretta sui dividendi delle società. Ecco tutti gli aumenti fiscali previsti dalla quarta legge di Bilancio firmata dal governo Meloni  

Con la manovra il governo chiede più di 8 miliardi all’anno in più di tasse al mondo finanziario e imprenditoriale italiano, nonché ai cittadini e agli investitori. Tra gli aumenti fiscali previsti nel ddl Bilancio, fresco di bollinatura della Ragioneria di Stato e di invio al Senato per iniziare il suo iter parlamentare, non è certo passato inosservato l’incremento della cedolare secca sugli affitti brevi. Dopo una prima riformulazione, la norma prevede che l’aliquota resterà al 21% solo per coloro che non si affideranno a piattaforme online o a intermediari per locare il proprio immobile. Neanche così la novità piace a Forza Italia, che punta rimuovere proprio il nodo in Parlamento.

Intanto però la relazione tecnica alla manovra prevede che il 90% degli attuali beneficiari della cedolare secca ridotta al 21% continuerà ad «avvalersi delle piattaforme per esigenze di semplificazione e rapidità delle transazioni» e quindi subirà un aumento di 5 punti dell’imposizione fiscale. Così arriverebbero 102,4 milioni in più nelle casse pubbliche ogni all’anno.

Stretta sui Paperoni esteri e sui dividendi

I riflettori li ha accesi invece MF-Milano Finanza su una doppia stretta fiscale: sui Paperoni esteri che si trasferiscono in Italia e sulle cedole staccate a favore delle società. Da un lato, l’aumento della flat tax per i super ricchi stranieri da 200 mila a 300 mila porterà nelle casse dell’Erario 13 milioni in più all’anno. Cifra a cui si devono sommare gli 1,5 milioni aggiuntivi derivanti dal raddoppio del forfettario (a 25 a 50 mila) per i familiari dei Paperoni. Si parla dunque di 14,5 milioni in più ogni anno alle casse italiane, numeri che forse fanno più differenza per il fisco tricolore che per le tasche dei Paperoni.

Dall'altro lato, il ddl Bilancio modifica la disciplina dei dividendi societari, lasciando il regime agevolato Irpef (si paga il 24% solo sul 5% dei dividendi ottenuti) valido solo per chi ha una partecipazione di almeno il 10%. Non solo: così il Mef punta a incentivare l’aumento delle quote di partecipazione ma soprattutto pensa di incassare 983,2 milioni in più nel 2026, che si stabilizzerebbero a più di 1 miliardo negli anni a venire.

Le nuove tasse per le imprese

Restando nel mondo delle imprese, nel conto delle misure fiscali entra la «Razionalizzazione della disciplina in materia di rateizzazione per la tassazione delle plusvalenze sui beni strumentali» che dovrebbe garantire quasi 306 milioni alla finanza pubblica a partire dal 2026. Concretamente viene riconosciuta la possibilità di dividere la tassazione in cinque esercizi solo per le plusvalenze che derivano da cessione di aziende o rami di azienda detenuti da almeno tre anni. Soglia che si abbassa a due per le società sportive professionistiche, a partire dalle società di calcio.

Tra le novità fiscali per le imprese c’è anche l'affrancamento straordinario delle riserve per il 2025, con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 10% dell'Ires, dell'Irap e di eventuali addizionali o maggiorazioni. Il fisco conta di incassare intorno ai 412 milioni di euro ogni anno.

Oltre 4 miliardi da banche e assicurazioni

I più importanti sacrifici fiscali per finanziare la manovra vengono richiesti al mondo finanziario: oltre 4,4 miliardi ogni anno. Si spazia dall’ulteriore sospensione delle Dta (1,2 miliardi nel 2026 e 2,1 miliardi nel ‘27) alla stretta sulla deducibilità della svalutazione dei crediti (164 milioni), passando per i limiti alla deducibilità degli interessi passivi (519 milioni). Da non scordare poi il taglio dell’aliquota sull’affrancamento delle riserve dal 33% a al 27,5% per incentivare la distribuzione di dividendi, che comporterebbe un gettito aggiuntivo di 1,6 miliardi nel 2026, spiega la relazione tecnica. E ancora il ddl Bilancio aumenta di due punti percentuali l’Irap per le banche (dal 4,65% al 6,65%) e per le assicurazioni (dal 5,9 al 7,9%). Entrerebbero così all’erario 1,2 miliardi extra già nel 2026.

Dal contrasto all’evasione quasi 1 miliardo

Un altro pacchetto importante a copertura delle misure in manovra è legato al contrasto all’evasione e al rafforzamento dei meccanismi di riscossione esistenti, che vale quasi 1 miliardo in più per lo Stato italiano.

Garantendo l’accesso ai dati delle fatture elettroniche all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’ente potrà pignorare i pagamenti dei debitori prima che li ricevano e calcolare automaticamente l’Iva dovuta in assenza di dichiarazione. Azioni con cui, si legge nella relazione tecnica, entrerebbero nelle casse pubbliche rispettivamente ulteriori 646 milioni e 140 milioni l’anno. Si aggiungono poi i 300 milioni che il ddl Bilancio stima di poter raccogliere dallo stop alle indebite compensazioni. Da luglio 2026 i crediti d’imposta – diversi da quelli derivanti da liquidazione delle imposte – non potranno più essere usati per compensare debiti fiscali o contributivi e verrà dimezzata a 50 mila euro la soglia oltre la quale scatta il blocco automatico delle compensazioni per chi ha cartelle esattoriali pendenti.

Sigarette e diesel più cari dal 2026

Non sono al sicuro dalla scure del fisco in manovra neanche i cittadini che guidano veicoli diesel e che fumano. Dal primo gennaio 2026 benzina e diesel saranno soggette alla stessa accisa: 672,90 euro per mille litri. Considerando i prezzi medi di ottobre a self-service in Lombardia e ipotizzando un pieno da 50 litri, chi sceglie il diesel pagherebbe 2 euro in più. Mentre l’effetto sulla finanza pubblica sarebbe di +587 milioni nel 2026.

E come ogni anno aumenterà l’accisa sulle sigarette, si passerà da 29,5 a 32 euro per 1.000 sigarette. Un pacchetto costerà 6,90 euro (40 cent in più) dal 2026. Gli introiti per le casse dello Stato salirebbero di 213 milioni.

Niente tasse sulla gestione del debito

Gli oltre 8 miliardi di nuove misure fiscali sono significativi dato che il valore totale della quarta manovra del governo Meloni non arriva neanche a 19 miliardi. Fa da contraltare a tutti questi aumenti la cancellazione delle tasse sulle operazioni di gestione del debito (come l’emissione o il riacquisto di titoli di Stato) che il Mef si è autoconcesso. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza