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Barclays: la reflazione sosterrà il mercato azionario e gli afflussi di capitale
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Barclays: la reflazione sosterrà il mercato azionario e gli afflussi di capitale

di Marco Vignali
24 febbraio 2021, 12:25

Secondo la banca d'affari, un aumento dell'inflazione creerà le premesse per un deflusso dai mercati obbligazionari a favore dell'equity. Solo le azioni tech potrebbero trarne svantaggio, motivo per cui prediligere l'azionario europeo sarà una scelta vincente. Puntare sui ciclici, facendo attenzione alla "bolla energetica"

Investitori preoccupati per una possibile bolla in vista? Analizzando i dati riportati da Barclays sui flussi di capitali investiti durante questo inizio di 2021, il sentiment che aleggia sui mercati sembra essere diametralmente opposto. Dopo i record del 2020 e il livello sostenuto di gennaio, i flussi di denaro verso le azioni sono rimasti forti anche nel mese di febbraio, con i fondi comuni di investimento che hanno continuato ad aumentare la loro allocazione verso le attività di rischio piuttosto che prediligere il contante.

Di conseguenza, il mercato monetario ha registrato un altro mese di importanti deflussi. Il reddito fisso, tra le varie categorie, ha continuato a registrare flussi in entrata di modesta entità, mentre a livello regionale gli afflussi azionari sono stati per lo più orientati verso i fondi globali e quelli basati sui mercati emergenti. Anche gli afflussi di fondi statunitensi e giapponesi sono rimasti solidi, mentre i fondi europei hanno visto movimenti di piccola entità.

Secondo quanto evidenziato da Barclays, solo nelle ultime quattro settimane i fondi azionari hanno ricevuto 119 miliardi di dollari in afflussi, il più alto valore registrato in un tale periodo di tempo, e proprio i fondi provenienti dal mercato monetario sembrano essere la principale fonte di finanziamento per l'acquisto di azioni. Viceversa, gli afflussi nei titoli di Stato o nel credito corporate, non hanno mostrato un particolare cedimento nonostante il recente aumento dei rendimenti.

"Il recente aumento degli afflussi nell'ultimo mese ha spinto per la prima volta il beta dei fondi comuni in un territorio di ipercomprato dall'inizio della pandemia. Anche dal punto di vista dell'asset allocation, le attività dei fondi comuni statunitensi investite in azioni sono salite ai livelli di gennaio 2020, prima dell'inizio del Covid-19. Tuttavia, è importante tenere a mente che i mercati azionari globali stanno negoziando a livelli molto più elevati rispetto a un anno fa", sottolineano da Barclays.

Il ritorno degli investitori alle azioni è stato finora sostenuto da solidi fondamentali. I dati economici globali hanno registrato trend positivi, e tipicamente questo agevola i flussi azionari nel breve termine. Tuttavia, l'aumento complessivo dei flussi negli ultimi 12 mesi sembra ancora piuttosto contenuto rispetto al forte rimbalzo che hanno mostrato gli indicatori di attività economica, il che implica che vi è ancora spazio assistere a nuovi inflows verso il segmento azionario.

Ad oggi, i mercati azionari sembrano decisamente "spumeggianti", ma a causa delle disponibilità liquide elevate, degli ulteriori stimoli che arriveranno negli Stati Uniti e di una volatilità in calo, che sistematicamente innesca una componente di acquisto, le azioni dovrebbero rimanere ben offerte", evidenziano gli analisti dell'istituto inglese. Con il rimbalzo dell'inflazione, tuttavia, il comparto obbligazionario potrebbe mostrare segni di cedimento, e i fondi risk-parity hanno già ridotto l'esposizione ai bond, con un ulteriore aumento dei rendimenti che potrebbe portare a cospicue vendite.

Mentre i timori per un possibile tapering sembrano prematuri data l'alta tolleranza della Fed per l'inflazione, "notiamo che quanto avvenne nel 2013 è in linea con quanto sta accadendo oggi, con l'asset allocation che sta man mano spostandosi dalle obbligazioni alle azioni. In sostanza, la reflazione è un buon input per le azioni, non per le obbligazioni", evidenziano gli analisti.

Da inizio anno, le azioni statunitensi hanno assistito a più afflussi rispetto alle altre regioni, in quanto la componente di "appetito" degli investitori nei confronti della tecnologia è rimasta decisamente invariata. Tuttavia, "la recente correzione nei prezzi mostra che tale settore sembra sempre più vulnerabile all'aumento dei rendimenti. Qualora si dovesse assistere ad un sell-off nel settore tecnologico, ciò potrebbe beneficiare l'Europa. La regione rimane sottopesata, anche se le azioni italiane e britanniche hanno avuto grandi afflussi ultimamente. Le azioni dei mercati emergenti presentano un buon grado di offerta, ma il grado di affollamento su questi mercati è molto inferiore rispetto al 2013".

Con l'aumento delle prospettive di inflazione, le commodity e le azioni value hanno assistito a decisi afflussi, mentre l'oro è stato sfavorito dall'aumento dei tassi reali. Il posizionamento sui settori ciclici è diventato più rialzista da inizio anno, a scapito dei proxy obbligazionari, ma alcuni comparti value come quello dell'energia e dei finanziari e non sono ancora così affollati. Nonostante i costanti flussi nel ramo esg, le azioni clean energy hanno faticato a registrare flussi sostenuti, data anche e soprattutto l'ingente preoccupazione legata ad una possibile bolla. (riproduzione riservata)



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