L’intelligenza artificiale resta un osservato speciale in borsa nonostante i conti oltre le attese di Nvidia, che non hanno cancellato i dubbi sui multipli eccessivi dei titoli del settore. Per Barclays, però, i timori di una bolla sull’AI non sono giustificati. Negli ultimi mesi le critiche si sono concentrate soprattutto sugli ingenti investimenti degli hyperscaler, ritenuti eccessivi rispetto alla domanda futura.
Eppure, spiegano gli analisti della banca inglese nel loro global outlook, finora non esistono prove di una bolla nel mercato dell’AI perché la richiesta di capacità computazionale supera nettamente l’offerta. Senza contare, inoltre, che un improvviso crollo dei prezzi dei servizi legati all’AI sembra remoto anche nel medio periodo.
A novembre i mercati si sono interrogati soprattutto sulle valutazione delle big tech americane che a prima vista appaiono troppo elevate, ma in realtà non lo sono se si adotta un criterio storico. Per Barclays i prezzi delle Magnifiche 7 non sono particolarmente stellari se confrontati con quelli dei titoli della bolla dot-com, che in media scambiavano a multipli doppi e non giustificati - come ora - dagli utili.
Oggi le big tech hanno redditività molto più elevate e i loro profitti aumentano in maniera solida, elementi che giustificano le attuali quotazioni a Wall Street. Questo contesto favorisce i titoli tech americani, destinati a mantenere una posizione di leadership anche nel 2026. Cloud, advertising digitale e AI continuano a crescere, sostenuti dagli ingenti investimenti in conto capitale.
Per Barclays, insomma, la tecnologia rimarrà un pilastro dell’azionario globale, mentre la forte spesa legata all’AI genererà nuove opportunità nel credito e nelle emissioni obbligazionarie corporate. Resta comunque un rischio, cioè l’improvviso indebolimento degli utili delle big tech, scenario considerato però poco probabile.
Quindi il sentiment su Wall Street resta costruttivo. Nonostante le incognite su inflazione, mercato del lavoro e potenziali shock creditizi, gli analisti di Barclays vedono l’S&P 500 tra 7mila e 7.400 punti nel 2026 (il 2 dicembre 2025 i punti erano 6.829) grazie all’aumento degli utili, ai tagli della Fed e alle favorevoli condizioni finanziarie. La corsa dell’AI non dovrebbe rallentare, anzi, continuerà a trainare le big tech in borsa. (riproduzione riservata)