L'economia globale da inizio anno non ha deluso le aspettative: il tanto atteso rimbalzo non solo c'è stato, ma è stato anche "un clamoroso successo", per gli analisti di Barclays. "È stato il classico esempio di ripresa a V", racconta la banca d'affari, "in cui si assiste ad un’improvvisa impennata degli indicatori macroeconomici subito dopo un altrettanto improvviso crollo". Adesso però la ripresa comincia a rallentare e in Cina e negli States gli indicatori macroeconomici hanno già iniziato a perdere slancio. Passata l'euforia del momento, quindi, gli investitori dovranno essere lungimiranti nella gestione del portafoglio. Barclays spiega come prepararsi alla frenata della crescita economica senza sacrificare i rendimenti.
Nell’azionario, "ci aspettiamo ancora un modesto rialzo dei listini statunitensi", a dispetto del rallentamento della crescita economica. Nel primo semestre, le società Usa hanno sorpreso con utili superiori alle attese, ma il consenso non ha ancora aggiornato le previsioni sull’intero esercizio. Il che significa che a fine anno l'ultima riga del conto economico potrebbe superare le stime e sorprendere gli investitori. Eventualità che si tradurrebbe in un rialzo generalizzato dell'equity.
Un discorso a parte va fatto per le borse europee, che sono maggiormente sostenute da uno scenario macroeconomico incoraggiante e ai fondamentali resilienti. Grazie alle vaccinazioni, i rischi di recrudescenza a opera della variante Delta sono arginati e questa solidità economica si traduce anche sul listino, che tra l'altro continua a beneficiare del momentum degli Eps. In questo scenario, Barclays prevede ritorni ancora positivi, seppur meno eclatanti di prima.
Nello specifico la banca d'affari prevede maggiori spazi di crescita per le top 6 tech a stelle e strisce (Facebook, Amazon, Netflix, Microsoft, Apple e Google), a cui assegna rating overweight. Stessa raccomandazione è reiterata per il settore finanziario e quello dell’healthcare. Le utility, real estate e beni di prima necessità guadagnano invece il rating underweight.
Passando all'obbligazionario, Barclays prevede che "il mercato rimarrà ottimista sull'inflazione". Per mesi i dati macro hanno mostrato una crescita dei prezzi sorprendente, eppure i titoli di stato non si sono scomposti. Merito delle rassicurazioni delle Banche centrali, che hanno convinto gli investitori della temporaneità del trend. "Crediamo che negli Stati Uniti questo trend persisterà anche in futuro", nonostante il tapering. Invece in Europa, benché gli scompensi tra domanda e offerta si stiano assorbendo, l'indice dei prezzi al consumo rimane elevato. È possibile quindi che nel quarto trimestre gli investitori richiederanno un premio di rischio maggiore.
Per quanto riguarda le commodities, per la banca d'affari i prezzi del petrolio continueranno a essere sostenuti anche nei prossimi mesi, dato che la scarsità di offerta bilancerà il progressivo tapering dei tagli alla produzione. Si ricorda infatti che l'Opec+ ha già confermato per settembre l'aumento dell'output di 400 mila barili al giorno. Barclays ha quindi previsto che nel quarto trimestre il prezzo medio di Wti e Brent si attesterà rispettivamente a 73 e 75 dollari al barile, per poi scendere a 65 e 68 nel 2022. (riproduzione riservata)