Si apre un ciclo di medio termine favorevole per i titoli del settore europeo dei servizi energetici: «dal 2026, molte società del settore vedranno il resto del decennio come un periodo entusiasmante». Ad affermarlo è Barclays, che nel report European Energy Services: Gaining traction, pubblicato lunedì 13 ottobre, elenca a sostegno della previsione un insieme dei fattori: ritorno dell’attività offshore; rilancio di progetti per il gas naturale liquefatto; maggiore disciplina finanziaria e domanda energetica strutturale. Ne emerge una view positiva sui titoli, con target confermati per i principali gruppi europei. Le società preferite sono Saipem, Subsea7, Technip Energies e Worley, che rappresentano «le piattaforme più solide per intercettare la nuova domanda Lng e i progetti di transizione energetica».
Saipem resta Overweight con prezzo obiettivo di 3,30 euro, sottolineati «il miglioramento strutturale della redditività offshore, una pipeline in crescita e l’esecuzione regolare dei contratti Lng in Africa e Medio Oriente». Apprezzata la fusione con Subsea7, a sua volta confermata Overweight con target price a 270 corone norvegesi, viene descritta come «un’operazione strategicamente sensata, capace di accelerare le sinergie operative nel medio periodo».
Promossa Technip Energies: il prezzo obiettivo sale da 40 a 42 euro, con raccomandazione confermata Underweight. Barclays segnala «progressi nei margini e nel backlog Lng, in particolare sui progetti Coral Norte di Eni in Mozambico e North Field in Qatar», oltre a una migliore visibilità sugli ordini 2026.
Stabili le valutazioni su Tenaris (Overweight, 20 euro), Aker Solutions (Equal Weight, 44 corone), John Wood Group (Equal Weight, 2,15 sterline), Fluor (Overweight, 47 dollari) e Tgs (Overweight, 135 corone). Maire resta Underweight con target price di13,5 euro, mentre Petrofac subisce un’ulteriore limatura, con prezzo obiettivo ridotto da 0,60 a 0,55 sterline, a causa di ritardi nei contratti mediorientali e di una redditività ancora volatile.
Per Barclays «il comparto entra in una fase di raccolto: backlog ai massimi pluriennali, attese di domanda più longeve e un progressivo ritorno della fiducia sul lungo periodo dell’oil & gas», si legge nel report. «È una situazione simile al 2004-2005, quando i volumi della produzione petrolifera divenne di nuovo chiara e la domanda crebbe più del previsto».Nel terzo trimestre 2025 il valore complessivo dei nuovi contratti monitorati da Barclays si è attestato a 5,8 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 14,5 miliardi del trimestre precedente, ma il cosiddetto pipeline indicator del settore è in crescita del 25% su base annua, segnale che l’attività di gara resta sostenuta. Prevista per il settore una crescita media dell’ebitda del 9% nel 2026, con margini in miglioramento di 70-120 punti base. Nonostante i numeri, Barclays considera ancora sottovalutato il comparto delle società europee rispetto ai competitor americani. (riproduzione riservata)