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Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia
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Bankitalia in incognito da Poste. Con il mystery shopping testati i conti correnti in 12 uffici postali

di Anna Messia
08 gennaio 2025, 20:31

L’operazione mirata a verificare la correttezza delle informazioni ai clienti, come già avvenuto presso le banche. In campo anche Ivass sulle assicurazioni | Bankitalia frusta i conti correnti: il gap tra tassi attivi e passivi deve essere transitorio

Incaricati delle Banca d’Italia si sono recati in incognito presso 12 uffici postali per chiedere informazioni sull’apertura di conti correnti e verificare il rispetto delle norme di trasparenza e di correttezza verso i clienti. È avvenuto nei mesi scorsi grazie allo strumento del mystery shopping che l’istituto di Via Nazionale guidato dal governatore Fabio Panetta ha iniziato ad attivare già alla fine del 2023.

L’indagine tra le banche 

Una prima ricognizione ha coinvolto diversi istituti bancari con la richiesta in filiale di informazioni in merito all’apertura di un conto di pagamento da parte di potenziali clienti che operavano per conto di Banca d’Italia senza però rivelarlo ai dipendenti bancari. ll quadro che ne è emerso era che i prodotti offerti e le spiegazioni fornite dagli addetti allo sportello sono risultati in linea generale adeguati anche se, in più di qualche caso, si è palesata la necessità di migliorare l’utilizzo della documentazione di trasparenza.

Un primo test che, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ha interessato anche Poste Italiane che, benché non sia una banca ed è vigilata da Banca d’Italia per la componente di BancoPosta, ha però raggiunto una posizione di leader di mercato nel settore dei pagamenti e dei conti correnti.

Testati i conti correnti in 12 uffici postali

Il mystery shopping da parte di Banca d’Italia è stato condotto in particolare in 12 uffici postali e lo scorso agosto l’istituto di vigilanza ha inviato al gruppo postale guidato da Matteo Del Fante una nota contenente gli esiti dell’operazione di mystery shopping.

Come passo successivo Poste ha preparato una lettera di risposta che è stata inviata la Banca d’Italia lo scorso 12 ottobre nella quale avrebbe sottolineato il fatto che, in tutte le visite, le proposte relative al conto di pagamento sottoposte agli incaricati dell’autorità sono risultate in linea con le esigenze rappresentate dai clienti.

I nuovi passi di Bankitalia

Quel che è certo è che le attività in incognito dell’Istituto non sono terminate visto che la tecnica del mystery shopping in Europa, già da diversi anni, si è rivelata un efficace strumento di controllo utilizzato dalle autorità di vigilanza nella tutela dei clienti.

La Banca d’Italia ha già realizzato ulteriori test nel mercato bancario nel corso del 2024 sia su nuovi conti correnti sia su altri prodotti e l’attività è destinata a proseguire.

In azione sul fronte assicurativo c’è poi l’Ivass, l’autorità di vigilanza delle compagnie coordinata sempre da Banca d’Italia. L’Istituto presieduto dal direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini ha partecipato in particolare all’esercizio di mystery shopping coordinato da Eiopa, l’autorità di controllo europea, come annunciato a giugno scorso.

Tra le assicurazioni 80 visite di Ivass

Un test cui hanno hanno partecipato otto Paesi europei con le visite in incognito presso gli intermediari assicurativi che sono state svolte tra il 23 maggio il 31 luglio scorso.

L’indagine ha riguardato in particolare l’adeguatezza della vendita dei prodotti assicurativi Vita (Ibip) con 80 visite che sono state svolte in Italia di cui ad oggi però non si conosce l’esito: i risultati saranno presentati al board of supervisors di Eiopa che dovrebbe pubblicare un report il prossimo febbraio. Ma è plausibile pensare che Ivass si sia già mossa nella richiesta dei correttivi necessari alle assicurazioni testate, come del resto ha già fatto la Banca d’Italia.

Come dimostra il caso Poste, Via Nazionale ha avviato un confronto con ognuna delle banche interessate per condividere quanto emerso e chiedere di intervenire sugli aspetti che non hanno funzionato bene durante le visite. L’obiettivo resta quello di migliorare la qualità del servizio offerto ai clienti. (riproduzione riservata)



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