La Banca d’Italia avvia una consultazione pubblica con lo scopo di attivare per tutte le banche italiane una riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (systemic risk buffer) pari all’1% delle esposizioni domestiche ponderate per il rischio di credito e di controparte. Il buffer sarebbe raggiunto in modo graduale: lo 0,5% andrebbe rispettato entro il 31 dicembre 2024, il restante 0,5% entro il 30 giugno 2025.
La misura era stata anticipata dal governatore Fabio Panetta al Forex. L’obiettivo di Bankitalia è «rafforzare ulteriormente la resilienza del sistema bancario italiano a fronte di eventi avversi e favorire così la capacità degli intermediari di assorbire eventuali perdite continuando a finanziare imprese e famiglie». L’Italia è uno dei quattro Paesi in Europa a non avere buffer di questo tipo.
Nel 2023 le banche italiane hanno ottenuto utili per 32 miliardi e secondo Via Nazionale anche quest’anno saranno registrati profitti simili. Gli istituti hanno inoltre buoni livelli patrimoniali. Il capitale libero è di circa 47 miliardi (che si ridurrebbe di 7,4 miliardi).
È perciò un buon momento per mettere da parte riserve da utilizzare in caso di eventi imprevedibili, come sono stati pandemia e guerre. Muoversi in anticipo consente di minimizzare effetti prociclici nelle crisi che graverebbero sul credito, soprattutto in Italia dove le banche hanno un ruolo centrale nei finanziamenti.
Per Bankitalia i costi della riserva «sarebbero estremamente contenuti» e «ampiamente compensati dai benefici». Inoltre «solo pochissime istituzioni, già all’attenzione della Banca d’Italia, avrebbero necessità di aumentare marginalmente il capitale o emettere passività» di tipo Mrel. La consultazione finirà a fine mese, poi sarà pubblicato il testo finale. (riproduzione riservata)