Banco Bpm festeggia a Piazza Affari i conti del trimestre e il rafforzamento della politica di remunerazione agli azionisti. Il titolo sale giovedì del 5,3% a 17,4 euro, spinto da risultati superiori alle attese e dalla conferma di una maggiore capacità di distribuire capitale. Gli analisti promuovono la performance: Equita conferma il giudizio hold e alza il target price del 8% a 16,80 euro, Barclays è overweight con prezzo obiettivo a 17,20 euro, mentre Deutsche Bank conferma il buy con target a 16,20 euro. Il titolo, intanto, come si è visto, è volato ben oltre. A sostenere la performance sono soprattutto la conferma della forte generazione di capitale e il ritorno alla piena remunerazione degli azionisti, elementi che hanno spinto gli analisti a rivedere le proprie valutazioni sul gruppo.
Equita alza il target price grazie alla revisione al rialzo delle stime di utile e alla maggiore distribuzione di capitale. Secondo il broker, il rafforzamento del Cet1 al 14,4% consente alla banca di incrementare la remunerazione agli azionisti di circa 1 miliardo di euro rispetto alle precedenti indicazioni.
Gli analisti della Sim milanese hanno rivisto le stime 2027-2028 in aumento di circa il 5% in media, soprattutto grazie ad una dinamica più favorevole del margine di interesse e il contributo di Anima. Il broker incorpora inoltre nelle valutazioni un buyback da 600 milioni di euro, portando la distribuzione complessiva prevista nel periodo 2024-2027 oltre quota 7 miliardi.
La banca, secondo Equita, resta correttamente valutata rispetto ai fondamentali, con un multiplo prezzo/utili superiore a quello di alcuni concorrenti come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Il rating resta quindi hold, anche se il possibile interesse strategico legato a future operazioni con Crédit Agricole Italia rappresenta un potenziale elemento di rialzo.
Più positiva la lettura di Barclays, gli analisti britannici sottolineano come Banco Bpm abbia migliorato soprattutto la guidance sulla distribuzione, portando l’obiettivo di remunerazione cumulata 2024-2027 da circa 6 a circa 7 miliardi di euro.
Secondo Barclays, il ritorno del buyback rappresenta un importante catalizzatore: il broker include nelle proprie stime un acquisto di azioni da 750 milioni di euro. La banca, secondo gli analisti, dovrebbe mantenere un Cet1 ampiamente superiore alla soglia minima del 13% anche dopo le distribuzioni.
Barclays vede inoltre come possibile elemento di upside una combinazione con Crédit Agricole Italia, non inclusa nelle previsioni, che in determinati scenari potrebbe generare una crescita a doppia cifra dell’utile per azione (eps) grazie alle sinergie.
Per Deutsche Bank la trimestrale dimostra una performance solida su tutti i principali fronti: ricavi, controllo dei costi, qualità del credito e generazione di capitale. Gli esperti evidenziano in particolare che il miglioramento del Cet 1 ha permesso il ritorno al programma di buyback da 1 miliardo di euro, sospeso nel 2025 dopo l’operazione su Anima. Secondo gli analisti, dividendo superiore a 1 euro per azione e buyback potrebbero portare il rendimento complessivo per gli azionisti intorno all’8,5% grazie a distribuzioni previste per circa 4 miliardi di euro nel biennio 2026-2027.
Resta aperto il dossier strategico. Barclays ricorda che il management ha chiuso il confronto con Mps su una possibile fusione alla luce dell’assenza di un progetto concreto e dei tempi necessari, ma ha ribadito la disponibilità a valutare eventuali opportunità con Crédit Agricole Italia. Nel complesso, la lettura dei broker è che Banco Bpm abbia ora maggiore visibilità sulla capacità di generare capitale e remunerare gli azionisti, con il possibile tema M&A che rappresenta il principale elemento opzionale sul titolo. (riproduzione riservata)