Gli ultimi sviluppi dell’ops di Unicredit fanno crescere il nervosismo in Piazza Meda. Nella banca milanese si comincia a percepire che quello che fino a ieri sembrava un argine politico all’assalto di Andrea Orcel potrebbe rivelarsi una barriera fragile. Banco Bpm aveva apprezzato i paletti golden power, leggendo nel dpcm di Pasqua una forma di tutela istituzionale. Il ceo Giuseppe Castagna aveva definito le misure «logiche» e coerenti con l’interesse nazionale. Ora però quello scudo protettivo vacilla.
Il golden power è stato preso di mira dal Tar, che ha cassato alcune prescrizioni imposte da Palazzo Chigi. Ancor più pesante, nei toni e negli effetti potenziali, è la lettera inviata da Dg Comp al governo italiano. In questo nuovo scenario al vertice dell’istituto milanese il timore è che Consob possa sospendere di nuovo l’ops, come accaduto tra maggio e giugno. Banco Bpm aveva contestato quel primo stop, arrivando a presentare ricorso - poi respinto - al Tar.
E così, proprio come Unicredit, Piazza Meda si trova oggi a fare i conti con l’incertezza normativa che sta condizionando l’andamento della partita. Un’incertezza riflessa anche nei numeri di borsa. Lunedì il titolo Banco Bpm aveva guadagnato il 5%, toccando i 10,54 euro e portando lo sconto implicito nel concambio Unicredit all’8,3%. Ma ieri, sull’onda dei dubbi riaccesi dalla lettera Ue e dalla sentenza del Tar, le azioni sono scese del 2,56% a 10,28 euro, riportando lo sconto al 7%.
L’unica certezza per Castagna è che l’ops non si chiuderà nei tempi previsti. Con le adesioni ferme allo 0,14% e un dpcm da riscrivere, è difficile immaginare che tutto si concluda entro il 23 luglio, scadenza fissata per la chiusura dell’offerta. Nel frattempo, l’assedio continua. E non solo da parte di Unicredit. Anche Crédit Agricole, già secondo socio del Banco con il 19,8%, si prepara a salire fino al 24,9%, aggiungendo un nuovo livello di pressione sulla governance. Per giunta Banco Bpm resta ingessata. A otto mesi dal lancio dell’offerta, l’istituto continua a operare sotto i vincoli della passivity rule, che ne limitano fortemente possibilità di reazione e margine di manovra. (riproduzione riservata)