Il finanziere italo-londinese Davide Leone torna stabilmente fra i primi soci del Banco Bpm. Secondo le comunicazioni Consob, l’hedge fund britannico DL&Parners (Dlp) è cresciuto nel capitale di Piazza Meda salendo dal 5,324% di fine 2024 a una quota potenziale del 8,169%, pacchetto che ai corsi attuali di borsa vale circa 1,2 miliardi di euro.
Nel dettaglio, la sua partecipazione è ora divisa in un 2,147% (classificato come «diritti di voto riferibili ad azioni) più una serie di posizioni lunghe con regolamento fisico (il 4,084%) e in contanti (1,938%) che in caso di conversione ne farebbero il secondo azionista della banca guidata da Giuseppe Castagna, dietro ai francesi del Credit Agricole (19,8%) e davanti a Bank of America (6,85%).
L’aggiornamento Consob risale al 17 luglio, dunque una settimana prima del passo indietro da parte di Unicredit. Alla vigilia della scadenza dell’ops l’amministratore delegato Andrea Orcel ha ritirato l'offerta per Banco Bpm a causa del golden power.
Assieme al blocco fondazioni-casse previdenziali, alcune riunite in un patto di consultazione su circa il 6,51% del capitale (Cassa Forense, Inarcassa, Enpam, Casse di Risparmio di Lucca, Carpi, Alessandria, Reggio Emilia), Leone è un azionista storico della banca milanese fin dalla trasformazione di Piazza Meda in spa.
Il fondo era entrato con una quota sotto al 3%, progressivamente cresciuta intorno al 5%, comunque inferiore a quella de banque verte che l’11 luglio ha chiesto l’autorizzazione alla Bce di salire oltre il 20%. A fine 2024 l’Agricole aveva incrementato la propria quota nel capitale dal 9,9% del 2022 al 15,1%, poi ulteriormente arrotondata.
Al 5,03% c’è il colosso americano Blackrock. Leone ha sempre spinto in Piazza Meda per il consolidamento bancario, risiko di cui ora Banco Bpm, sottratto alla passivity rule a cui era obbligato per la scalata di Unicredit, può tornare protagonista in posizione attiva. Italiano di nascita ma con base a Londra, una clientela (tipicamente americana) sempre coperta dal massimo riserbo, Leone con il suo fondo hedge era entrato in collisione con Castagna nel 2020, rapporto e fiducia poi ricostruiti negli esercizi successivi.
Sempre in Italia, il fondo ha investito anche su Tim. A settembre dello scorso anno, Dlp ha messo in portafoglio circa il 10% delle azioni di risparmio dell’ex Telecom, categoria di azioni secondo Leone fortemente penalizzata negli ultimi anni, una scommessa di medio lungo periodo in quanto il settore tlc europeo viene ritenuto sottovalutato e, a differenza di quanto già accaduto negli Stati Uniti, alla vigilia di cambiamenti radicali. (riproduzione riservata)