Il cda di Banco Bpm sceglie di appoggiare il Montepaschi nell’ops su Mediobanca. Questo è l'esito della riunione con cui martedì 15 il vertice dell’istituto milanese guidato da Giuseppe Castagna ha formalizzato una scelta di campo già filtrata il giorno prima, come riportato da MF-Milano Finanza.
«Il cda – ha reso noto un portavoce - in merito alla partecipazione all’assemblea di Mps (che si terrà il prossimo 17 aprile), ha approvato di esprimere voto favorevole sulla proposta di attribuzione della delega al cda di Mps ad aumentare il capitale sociale a servizio dell’offerta pubblica volontaria avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Mediobanca».
A favore della decisione hanno giocato diversi fattori. In primo luogo la vicinanza tra Castagna e il governo, certificata nel novembre scorso dall’acquisto del 5% di Siena dal Tesoro nel corso dell’ultimo collocamento.
Quella mossa avrebbe dovuto preludere alla costruzione di quel terzo polo del credito che l’esecutivo ha fortemente sostenuto prima del blitz di Unicredit sul Banco e della successiva virata del Montepaschi su Mediobanca.
In seconda battuta con l’appoggio al Monte, Castagna restituirebbe la cortesia a Francesco Gaetano Caltagirone che nelle scorse settimane ha consegnato al Banco il proprio 5,84% di Anima, contribuendo a mandare in buca l’opa. Come Piazza Meda, anche la sgr milanese (socio di Mps al 4%) guidata da Alessandro Melzi d’Eril ha acceso la luce verde all’ops su Mediobanca nell’assemblea di domani.
Considerando un’affluenza attesa del 70-75% del capitale, con queste due adesioni, il fronte del sì supera abbondantemente il 50%, oltrepassando la soglia della maggioranza dei due terzi. A favore dell’aumento di capitale propedeutico all’offerta si esprimeranno infatti il Tesoro (11,7%), Delfin (9,8%) e Caltagirone (quasi 10%). Il fronte pro-Lovaglio potrà inoltre contare sulle fondazioni che può contare su una quota vicina all’1%.
«Noi siamo diventati azionisti della banca per sostenere l'azione della Fondazione Montepaschi e abbiamo un accordo per cui seguiamo le sue indicazioni», ha spiegato il presidente della Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone, confermando che l'ente lombardo voterà seguendo le indicazioni della Fondazione Mps rispetto all'ops su Mediobanca: «abbiamo dato delega per la partecipazione in assemblea alla Fondazione Montepaschi». Fumata bianca è prevista anche dalla diverse casse di previdenza presenti nel capitale di Siena, a partire da Enpam, da poco salita al 2%, ed Enasarco, appena entrata nel capitale dell'istituto con una quota di poco superiore. Il blocco delle due grandi casse si aggirerebbe intorno al 5%.
Meno compatto appare il fronte dei fondi: se Algebris, Pimco e Norges Bank sono favorevoli all’ops, State Board of Administration Florida, Calvert, New York City Comptroller e Cpp Investments hanno espresso parere contrario. (riproduzione riservata)