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Banco Bpm punta verso Siena. Il ceo Castagna: il nostro 9% in Mps ci mostra la via del risiko
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Banco Bpm punta verso Siena. Il ceo Castagna: il nostro 9% in Mps ci mostra la via del risiko

05 agosto 2025, 19:10 Ultimo aggiornamento: 06 agosto 2025, 11:24

Banco Bpm chiude il semestre con un balzo dei profitti del 62% a 1,21 miliardi. L’ad della banca milanese cauto sui francesi di Crédit Agricole: vedremo che cosa chiederanno dopo la salita al 20%.

Banco Bpm guarda in direzione di Siena per le prossime mosse nel consolidamento bancario italiano, dopo il ritiro dell’ops di Unicredit. Questo è il messaggio lanciato ieri dal ceo Giuseppe Castagna presentando i risultati del primo semestre, chiuso con utili sopra le attese a 1,21 miliardi (+62%). 

«Aspetteremo dopo il primo round di consolidamento per vedere quale sarà la situazione», è stato il commento del banchiere nel corso della conference call di presentazione dei numeri. «Alcune cose, per così dire, mostrano la via, come la nostra partecipazione del 9% in Mps. Vedremo che cosa succede a Mps dopo la transazione su Mediobanca».

Il Banco era entrato in Montepaschi nel novembre corso nell’ambito del collocamento del 15% in mano al Tesoro curato da Banca Akros. A fianco di Piazza Meda si erano mossi Anima (poi acquisita con un'opa), Delfin Francesco Gaetano Caltagirone.

Castagna si è riferito anche alle mosse del Crèdit Agricole, appena salito oltre 20% in derivati in attesa del via libera della Bce: «Grazie all'ops di Unicredit il Crèdit Agricole ha avuto l'opportunità di salire. Vedremo che cosa chiederanno come azionisti ed esamineremo in modo indipendente quale sia il meglio per i nostri soci».

Il banchiere è intervenuto anche sui vincoli golden power che Palazzo Chigi aveva imposto all’ops Unicredit: «Non ho mai visto il golden power come un limite per i nostri azionisti. Era stata annunciata da Unicredit un'operazione m&a da 10 miliardi e ora già valiamo 17 miliardi», ha spiegato Castagna che ha concluso: «Non penso che il golden power possa avere impatti e comunque non è qualcosa che possiamo decidere».

L’integrazione di Anima

Nella prima metà dell’anno Piazza Meda ha già centrato così il 62% della guidance annuale sui profitti, confermata a 1,95 miliardi nonostante la progressiva discesa dei tassi. Sono questi i risultati che ieri sera il ceo Giuseppe Castagna ha presentato al mercato a due settimane dal passo indietro di Unicredit.

Nella prima metà dell’anno Banco Bpm ha chiuso l’integrazione di Anima, la sgr acquisita con l’opa che ha aperto la nuova stagione del risiko bancario e ha rafforzato il nuovo modello capital light dell’istituto fondato sull’integrazione tra fabbriche prodotto e rete distributiva. «Siamo molto vicini ai target finali del piano industriale al 2027», ha spiegato Castagna, che durante la conference call con gli analisti ha confrontato i risultati con gli obiettivi fissati per il primo semestre 2027.

«Siamo sulla buona strada per realizzare i nostri piani», ha aggiunto il banchiere, secondo cui nel 2026 le fabbriche prodotto costruite dalla banca lavoreranno «a pieno regime. Sono risultati molto buoni ma abbiamo ancora del lavoro da fare e dobbiamo aspettare un anno per vedere i migliori risultati che ci aspettiamo».

I risultati del semestre

Nel semestre Anima ha contribuito per 156 miliardi al totale attività finanziarie del gruppo e ha generato l’11% dell’utile netto e il 23% delle commissioni, con il risultato che le attività di asset management, assicurazione e protection incidono adesso per il 35% sui profitti netti complessivi.

Tornando al conto economico, i proventi operativi si sono attestati a 3,02 miliardi, cifra che si attesta invece a 2,88 miliardi a perimetro omogeneo, in aumento del 3,2%. Il Banco ha continuato il suo sforzo di diversificazione industriale, con i ricavi non da interessi che pesano per il 49% sul totale pro forma. I costi operativi sono scesi a 1,3 miliardi (-2,6%), con un cost/income al 44,6% (45,2% senza Anima), in miglioramento di oltre tre punti rispetto a un anno fa.

Qualità del credito e patrimonio

Il costo del credito, cioè il rapporto tra svalutazioni di crediti e impieghi complessivi, si è ridotto a 33 punti base, con rettifiche per 164 milioni (-15,4%), mentre i crediti deteriorati lordi sono scesi a 2,6 miliardi (-23%), con un npe ratio lordo al 2,56% (1,77% al netto delle garanzie pubbliche).

L’attività commerciale ha segnato una forte espansione: le nuove erogazioni di credito hanno raggiunto i 15,3 miliardi (+50,6% su base annua), con un +68% verso i privati e +39% verso le piccole imprese. I crediti performing verso famiglie e imprese sono in crescita rispettivamente a 27,6 e 57,7 miliardi.

La posizione patrimoniale rimane solida: il Cet1 ha superato il 13,3%, sopra il target di piano post-Anima visto che l’acquisizione della sgr non ha beneficiato del Danish Compromise. La raccolta diretta è salita a 134,9 miliardi (+2,8 miliardi da fine 2024), quella indiretta – esclusa Anima – a 119,3 miliardi.

Sul fronte della remunerazione Banco Bpm ha maturato il 91% del valore di mercato in ritorni per gli azionisti da novembre 2024, il livello più alto tra le banche italiane. L’acconto dividendi previsto per il 2025 è di circa 700 milioni (+17%), con un dividendo per azione di 0,46 euro e un dividend yield stimato dell’8%. Tra cedole 2024 e interim 2025 il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha distribuito 2,2 miliardi. (riproduzione riservata)



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