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Banche, parte il test Bce per l’ok rapido alle cartolarizzazioni. Faro sui rischi per la stabilità finanziaria
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Banche, parte il test Bce per l’ok rapido alle cartolarizzazioni. Faro sui rischi per la stabilità finanziaria

26 febbraio 2025, 21:00

La Bce ha sviluppato procedure accelerate per il via libera a cartolarizzazioni bancarie con «trasferimento significativo del rischio» a terze parti (Srt o Significant Risk Transfer). Queste pratiche saranno testate nella prima metà del 2025

La Bce ha sviluppato procedure accelerate per il via libera a cartolarizzazioni bancarie con «trasferimento significativo del rischio» a terze parti (Srt o Significant Risk Transfer). Queste pratiche saranno testate «nella prima metà del 2025», secondo quanto reso noto dalla Vigilanza di Francoforte.

«La fase di test sarà cruciale, sia per verificare se il nuovo processo apporta i benefici attesi, tra cui il passaggio a un’ulteriore semplificazione e standardizzazione, sia per controllare che i criteri di ammissibilità e i modelli siano adatti allo scopo», ha rilevato la Bce. «Spetta ora alle banche fare cartolarizzazioni semplici per garantire che il nuovo processo Srt rapido possa essere ampiamente utilizzato».

Nel 2022 più di 30 banche hanno completato 118 cartolarizzazioni Srt per un valore nozionale totale di 170 miliardi di euro, in gran parte attraverso operazioni sintetiche. I valori sono raddoppiati rispetto al 2020. Anche negli ultimi mesi le banche europee (per esempio Deutsche Bank, Bnp Paribas, Bbva e Banco Santander) hanno mostrato un rilevante interesse per le transazioni Srt.

Le procedure Srt accelerate

La Bce ha sviluppato il processo accelerato nell’ultimo anno in stretto dialogo con la Federazione Bancaria Europea. Oggi la valutazione dell’Srt di una cartolarizzazione richiede tre mesi. Il processo accelerato mira a ridurre in modo rilevante questo tempo per le cartolarizzazioni semplici che soddisfano determinati requisiti. Le autorità di vigilanza sfrutteranno la standardizzazione dei prodotti e i modelli armonizzati. Per le cartolarizzazioni complesse, invece, la Bce continuerà le analisi dettagliate per verificare se è stato realizzato un trasferimento significativo del rischio.

La revisione delle transazioni sarà accompagnata da controlli ex post. La Bce vuole capire chi si fa carico dei rischi e se i pericoli sono gestiti in modo adeguato. In particolare, secondo la Vigilanza «se le banche fornissero una leva finanziaria ai fondi di credito per investire nelle cartolarizzazioni, nel settore bancario potrebbero restare rilevanti rischi nascosti con una copertura patrimoniale inferiore. Questo solleva preoccupazioni prudenziali». Le banche devono perciò identificare e mitigare i rischi legati all’interconnessione con gli investitori nel comparto.

Il ruolo delle cartolarizzazioni

La Bce ritiene che le cartolarizzazioni possano avere un ruolo importante per l’economia europea perché possono indirizzare risorse per gli investimenti e distribuire i rischi nel sistema finanziario. Francoforte lo ha evidenziato anche nella risposta alla consultazione Ue sulle cartolarizzazioni, riportata su MF-Milano Finanza del 9 dicembre.

Inoltre, secondo la Bce, lo strumento può aiutare le banche a gestire i rischi e a ridurre il patrimonio necessario nei finanziamenti. Ma senza adeguati controlli le cartolarizzazioni possono comportare gravi rischi per il settore bancario, come si è visto durante la crisi finanziaria globale del 2007-2009.

Le banche possono ridurre i requisiti di capitale soltanto con una valutazione Srt positiva da parte dell’autorità di supervisione. La Vigilanza deve riconoscere che una quantità significativa di rischio sia stata trasferita a terzi e non sarà riassunta dalla banca originaria. La Bce vuole di conseguenza «un effettivo trasferimento dei rischi al di fuori del settore bancario, a una base di investitori diversificati».

La Vigilanza spinge per prodotti semplici e standardizzati che possono aiutare lo sviluppo del mercato, mentre le cartolarizzazioni complesse e opache «non apportano alcun beneficio aggiuntivo al settore finanziario o all’economia in generale», complicano il monitoraggio e possono compromettere la stabilità finanziaria. (riproduzione riservata)



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