Secondo Moody's Investor service, il corporate banking, attività fondamentale delle grandi banche europee come Bnp Paribas, Deutsche Bank, Hsbc e Unicredit, si trova al giorno d'oggi davanti a sfide decisamente impegnative e a prospettive di redditività sempre più ridotte. Le cause sono diverse e riguardano, in particolar modo, i bassi tassi di interesse, una forte concorrenza che riduce gli introiti derivanti dalle commissioni e gli elevati oneri di approvvigionamento.
Queste sfide, secondo gli analisti di Moody's, sono diventate ancora più impegnative dopo la pandemia di coronavirus. Tuttavia, gli strategist dell'agenzia di rating ritengono che "l'incremento degli investimenti tecnologici che verranno posti in essere dalle banche sosterrà il miglioramento delle piattaforme di servizi e l'espansione al di fuori dell'area dell'euro per contribuire a generare nuove sorgenti e forme di guadagno".
Le banche europee hanno adattato in ritardo le loro basi di costo ai bassi tassi di interesse, e non sono riuscite a cogliere il vero e proprio "boom" della tecnologia. "Le operazioni sui mercati emergenti di Hsbc e Unicredit li hanno aiutati a generare rendimenti migliori, mentre Bnp ha sostenuto l'utile operativo attraverso la crescita dei prestiti e incrementi nell'efficienza delle proprie attività. Nel 2020, inoltre, i maggiori oneri per perdite su prestiti hanno deprezzato l'utile netto delle imprese bancarie, con Bnp e Deutsche Bank che hanno beneficiato delle loro recenti trasformazioni del modello di business", sottolineano gli esperti.
Ad oggi, per Moody's, "Hsbc si concentrerà nuovamente sull'Asia e cercherà di ridurre la sua impronta europea di clienti all'ingrosso. Di contro, Bnp e Unicredit stanno rafforzando le loro franchigie paneuropee al di là dei principali mercati nazionali e, in una revisione ancor più radicale, Deutsche Bank ha fatto del corporate banking il cuore del suo business, sfruttando la sua forte clientela tedesca, e ora mira anche ad espandersi in Asia", evidenziano gli esperti.
Eppure, tutte e quattro le banche "sono continuamente alla ricerca di metodi per aumentare la crescita dei loro ricavi, servire una base di clienti sempre maggiore e fronteggiare l'ingente pressione sulle commissioni e l'aumento dei costi", argomentano da Moody's, secondo cui, per tali motivazioni, "una strategia digitale ben progettata e implementata si configurerà come un prerequisito per ottimizzare la distribuzione, migliorare la raccolta dei dati, le analisi e il reporting e, infine, trasformare i costosi sistemi IT legacy. Inoltre, migliorare il proprio aspetto tecnologico sarà essenziale per respingere i nuovi player del fintech", evidenziano gli esperti secondo cui, in ogni caso, l'implementazione di strategie digitali coerenti richiederà investimenti consistenti e un focus preciso sulla gestione di tali strategie.
Tecnologia ma non solo, perché anche una rinnovata e quanto mai precisa attenzione al soddisfacimento dei criteri esg influenzerà sempre più l'accesso al capitale e i requisiti patrimoniali, delineando un nuovo metodo di scelta tra le banche, i gestori di attivi e i clienti aziendali. "Le grandi banche europee sono state le prime ad adottare gli standard e le politiche esg, e presentano un vantaggio contro la maggior parte dei pari internazionali", concludono da Moody's. (riproduzione riservata)