Nei prossimi stress test tematici sulle banche europee, che saranno focalizzati sui rischi geopolitici, ci sarà una novità nella metodologia. Finora Bce ed Eba hanno indicato uno scenario avverso comune e poi ne hanno valutato l’impatto sul capitale delle banche (la cosiddetta capital depletion). I gruppi più colpiti erano così quelli più a rischio di veder scendere il patrimonio in caso di emergenza.
Nel 2026 l’approccio sarà opposto. La Bce ha definito una identica riduzione di capitale per le 110 banche coinvolte (almeno 3% o 300 punti base) e gli istituti dovranno identificare uno scenario geopolitico nel quale questa ipotesi si verifica. Le banche dovranno completare template precisando alcuni elementi quantitativi, come la caduta del pil e il livello dei tassi ipotizzato. Ma l’esame sarà in gran parte qualitativo. Gli istituti dovranno indicare i principali canali di trasmissione dell’impatto negativo. Per esempio si potrebbe trattare di un’interruzione della supply chain o l’esplosione di un conflitto in un’area di significativa esposizione.
La tipologia di esame renderà diverso anche l’utilizzo degli esami da parte di analisti e osservatori. Negli stress test tradizionali è facile comparare le banche in base alla capital depletion e agli indici patrimoniali raggiunti negli scenari avversi. Nelle prove geopolitiche, invece, le comparazioni saranno più difficili. L’esame servirà soprattutto ai singoli istituti per esplicitare le aree di rischio. L’esercizio inoltre ha l’obiettivo di aumentare le capacità delle banche nella gestione dei rischi e nell’elaborazione dei piani di capitale e di risanamento.
Il rischio geopolitico secondo la Bce è un fattore trasversale che può avere un impatto sulle categorie di rischio tradizionali delle banche, poiché riguarda i rischi di credito, di mercato, di liquidità, di modello di business, di governance e operativi. Può inoltre influire sulle banche attraverso molti canali, tra cui i mercati finanziari, l’economia reale e la sicurezza delle operazioni bancarie. Perciò il tema è giudicato una priorità dalla Vigilanza per il periodo 2026-28.
Gli stress tematici sono realizzati dalla Bce negli anni in cui non si realizzano le prove biennali condotte con l’Eba. I precedenti esami specifici hanno riguardato i rischi cibernetici (2024) e quelli climatici (2022). Questi stress test non hanno riflessi sui requisiti di capitale imposti dalla Bce, ma la Vigilanza utilizzerà i risultati dei test geopolitici in modo qualitativo in aggiunta alle analisi ordinarie degli Srep (Supervisory Review and Evaluation Process).
Il processo degli stress test è appena stato avviato dalla Bce. Le banche dovranno inviare le risposte a metà marzo, mentre i risultati aggregati saranno pubblicati a fine luglio/inizio agosto. Le procedure saranno più snelle e meno costose di quelle degli anni passati, in linea con gli obiettivi di semplificazione normativa annunciati dalla Bce nei giorni scorsi. (riproduzione riservata)