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Banche italiane: chi batterà il consenso nel primo trimestre del 2025. Focus sul capitale con Basilea 4
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Banche italiane: chi batterà il consenso nel primo trimestre del 2025. Focus sul capitale con Basilea 4

16 aprile 2025, 15:20 Ultimo aggiornamento: 15:27

Il primo trimestre del 2025 delle banche italiane sarà spinto dalle commissioni, secondo Mediobanca Research, che punta su un’unica azione del comparto

Con i bilanci 2024 ormai alle spalle tra il 6 e l’8 maggio numerose banche italiane riuniscono i rispettivi cda per analizzare i conti del primo trimestre 2025. Nel complesso, Mediobanca Research si aspetta che le banche italiane mantengano nei primi tre mesi di quest’anno un Rote (ritorno sul capitale tangibile) elevato, superiore al 18%, con un margine di interesse in calo del 3% trimestre su trimestre, penalizzato dai tassi più bassi nell’area euro e dalla debole crescita dei prestiti, ma compensato da una forte dinamica delle commissioni, supportata dagli afflussi nel risparmio gestito (+20% trimestre su trimestre).

I costi e il costo del rischio dovrebbero rimanere stagionalmente bassi. Tuttavia, dato il perdurare dell’incertezza macroeconomica a causa dei dazi dell’amministrazione Trump, persiste il rischio di potenziali svalutazioni Ifrs9. Sul fronte del capitale, Mediobanca Research ha previsto un calo trimestre su trimestre del coefficiente patrimoniale Cet1 con Basilea 4 che dovrebbe compensare la generazione organica di capitale.

I consigli operativi di Mediobanca Research

Le banche italiane hanno sottoperformato l’indice Euro Stoxx Banks di 6 punti percentuali, con Unicredit unico titolo ad aver sovraperformato (+7% da inizio anno). In Italia, «ribadiamo la nostra preferenza per Unicredit, coperta con un rating outperform, grazie ai solidi fondamentali e alla flessibilità strategica. Manteniamo un rating neutral su Intesa Sanpaolo, poiché riteniamo che i trend positivi a livello di redditività siano già scontati nei prezzi, su Banco Bpm, dove vediamo un potenziale di upside limitato sia rispetto all’offerta di Unicredit (premio del 9%) sia su base stand alone e su Credem, che continua a sottoperformare i competitor in termini di ritorno sul capitale», precisa la banca d’affari, notando anche che, tra qualche settimana, i dividendi offriranno un rendimento del 3% per Unicredit, del 4% per Intesa Sanpaolo e del 6,5% per Banco Bpm/Credem. Ecco le previsioni di Mediobanca Research banca per banca.

Per Unicredit Cet1 sopra il 15,5% nonostante l’impatto di Basilea 4

Unicredit (outperform, target price a 65 euro) dovrebbe registrare un utile netto superiore a 2,5 miliardi di euro, con margine di interesse, costi e costo del rischio stabili anno su anno e commissioni in crescita. «Prevediamo un Cet1 al 15,6%, -30 punti base trimestre su trimestre, grazie alle riserve, nonostante un payout al 100% e un impatto di -80 punti base da Basilea 4», afferma Mediobanca Research.

Per Intesa Sanpaolo il miglior utile trimestrale di sempre

Intesa Sanpaolo (neutral, target price a 5 euro) dovrebbe registrare il miglior utile netto trimestrale di sempre, oltre 2,5 miliardi, grazie ai trend core resilienti: -2% il margine di interesse trimestre su trimestre, +3% le commissioni trimestre su trimestre, +2% i costi anno su anno e 25 punti base di Costo del rischio. Le stime di Mediobanca Research sono, tra l’altro, del 3% sopra quelle del consenso Bloomberg sull’utile netto. Il Cet1 è atteso al 13,2%, -10 punti base trimestre su trimestre, dopo l’applicazione di Basilea 4.

L’utile di Banco Bpm dovrebbe battere il consenso

Banco Bpm (neutral, target price a 9,7 euro) dovrebbe registrare un buon primo trimestre con un utile netto di 460 milioni, il 6% sopra la stima del consenso Bloomberg grazie alle commissioni, ai costi e al costo del rischio. «Vediamo un Cet1 pro-forma post Basilea 4 (-80 punti base) e considerando la partecipazione del 90% in Anima (-240 punti base) intorno al 12%, ma potrebbe raggiungere il 13% con gli utili trattenuti nel primo semestre e le Dta (+40 punti base), le cartolarizzazioni sintetiche (+30 punti base) e la riduzione delle partecipazioni azionarie (+10 punti base)», aggiunge la banca d’affari.

Capitale in crescita per Credem

Credem (neutral, target price a 13,9 euro) dovrebbe registrare un utile netto di 242 milioni, incluso il capital gain di 95 milioni derivante dalla cessione del merchant acquiring. Le commissioni dovrebbero crescere e il Cet1 Basilea 4 attestarsi al 16,8% (+10 punti base trimestre su trimestre). Il titolo Credem ha sottoperformato l’indice Euro Stoxx Banks di oltre il 15% da inizio anno. (riproduzione riservata)



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