Oggi in Italia e nel mondo «le banche sono generalmente più redditizie, più attente. Abbiamo assistito a una serie di shock senza vedere la riemersione dei crediti deteriorati, il settore bancario è in condizioni migliori». Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, durante il suo intervento al comitato esecutivo dell'Abi, aggiungendo che se non ci sono esigenze forti per deregolamentare il settore, come vorrebbero gli impulsi in tal senso provenienti dagli Stati Uniti, bisogna «semplificare dove ci sono ridondanze, oneri dovuti solo a complicazioni normative».
Panetta ha sottolineato che negli ultimi mesi il dibattito sulla semplificazione «è cresciuto, si è diffuso, l'Eurosistema ha abbracciato appieno questa idea di semplificare». La Bce e la Vigilanza hanno quindi presentato proposte alla Commissione europea, «è una prima proposta, è un dibattito che è iniziato e io credo che debba proseguire». Tra le proposte ci sono quelle volte rendere «un po' più snella e anche un po' più comprensibile la struttura di capitale delle banche» e quelle in tema di proporzionalità.
Quest'ultimo è un tema «sentito» perché l'attuale normativa «è stata scritta dopo la crisi finanziaria, c'era anche una componente di cautela maggiore rispetto ad adesso, forse eccessiva» e le norme «sono state applicate a tutte le banche come se tutte le banche potessero operare come le grandi banche internazionali», ha aggiunto il governatore.
Panetta interviene anche sui dazi. «Restano molte incertezze su come agiranno i dazi, e su come il commercio internazionale sarà influenzato dai dazi», ma il mondo «è più furbo dei vincoli e il commercio internazionale si è riallocato». Le esportazioni cinesi, ha precisato il governatore, «non sono crollate, sono scese molto le importazioni degli Stati Uniti dalla Cina, ma non quelle di altri paesi asiatici che poi sono tappe intermedie verso gli Usa».
Inoltre, ha sottolineato Panetta, «la Cina sta spingendo molto per espandersi su altri mercati». Sul pil italiano invece il governatore spiega che «stiamo soffrendo di queste condizioni internazionali», in particolare le nuove minacce di dazi Usa e la bassa crescita della Germania. (riproduzione riservata)