Le banche centrali di Italia, Germania, Francia e Spagna chiedono alla Commissione Ue di semplificare le regole per gli istituti di credito europei. I governatori Fabio Panetta, Joachim Nagel, François Villeroy de Galhau e Josè Luis Escriva, come riportato da Bloomberg, hanno scritto una lettera all’esecutivo di Bruxelles spingendo per «un’analisi complessiva» dei requisiti bancari tale da garantire un «campo di gioco livellato con altre grandi giurisdizioni».
Le banche europee rischiano di perdere terreno soprattutto rispetto a quelle Usa. L’amministrazione guidata da Donald Trump vuole una forte deregolamentazione del comparto, a cominciare dalla normativa di Basilea 3+.
I governatori europei hanno un approccio diverso: non vogliono abbandonare le regole definite dopo la crisi finanziaria del 2008, ma piuttosto fare ordine identificando «le aree in cui il framework Ue è eccessivamente complesso e può creare distorsioni competitive a livello internazionale senza alcun beneficio significativo per la stabilità finanziaria».
Per i quattro governatori «la priorità dovrebbe essere ora sviluppare una valutazione complessiva delle regole che si applicano alle banche europee». L’analisi dovrebbe riguardare anche gli standard di livello 2 e 3 definiti dalle autorità europee (come l’Eba e l’Esma): una revisione dovrebbe «assicurare che non si aggiungano indesiderati strati di regole e aspettative». Per Panetta, Nagel, Villeroy ed Escriva occorre analizzare la regolamentazione micro e macroprudenziale e anche quella sulle risoluzioni.
Anche i governi di Italia, Germania e Francia sono in pressing per aumentare la competitività delle banche europee. I tre Paesi vorrebbero una revisione della Commissione Ue sulla materia entro la fine del primo trimestre, con raccomandazioni entro fine anno e un documento finale entro giugno 2026.
I direttori generali del Tesoro dei tre Paesi, come riportato su MF-Milano Finanza del 3 ottobre, hanno precisato in una precedente lettera alla Commissione Ue le aree nelle quali occorrono correzioni secondo i governi: tra le proposte ci sono possibili modifiche di Basilea 3+ (anche alla luce del ritardo nell’applicazione da parte degli Usa e più recentemente del Regno Unito), la «semplificazione» delle normative, la richiesta di «proporzionalità» all’Eba, il rilancio delle cartolarizzazioni (anche con una garanzia Ue), una disciplina macroprudenziale «flessibile» e una regolamentazione «più realistica» sul clima (soprattutto per quanto riguarda il green asset ratio).
In tema di politica monetaria, invece, il membro del comitato esecutivo Bce Piero Cipollone ha sottolineato a Mni che la scadenza di titoli nel bilancio dell’Eurosistema per circa 500 miliardi quest’anno potrebbe causare un calo dei prestiti per circa 75 miliardi di euro (-0,6% del credito ai soggetti privati non finanziari). Il Quantitative Tightening produce una restrizione delle condizioni di finanziamento che va in direzione opposta rispetto ai tagli dei tassi Bce. Per Cipollone «per trovare il giusto equilibrio dobbiamo assicurarci che le decisioni sui tassi compensino adeguatamente l’inasprimento indotto dalla riduzione del bilancio». (riproduzione riservata)