L'indice Stoxx Banks Europe ha registrato un rialzo del 20% negli ultimi due mesi, superando il più ampio indice Stoxx Europe 600 di circa il 15%, più di quanto non sia stato il rendimento annuale nel 2021, 2022 o 2023. Questo rally è arrivato dopo risultati trimestrali migliori del previsto e commenti costruttivi sul trend del margine di interesse da parte delle banche europee. Il punto di partenza di questa corsa erano le valutazioni non care delle banche (multiplo p/e di 6 volte) e lo sconto rilevante rispetto al mercato in generale (p/e di 13 volte). Oggi, la valutazione, sia assoluta (p/e di 7 volte) sia relativa (sconto del 47% rispetto all'indice Stoxx Europe 600), rimane ragionevole e Goldman Sachs mantiene una posizione costruttiva sul settore con i suoi strategist che hanno recentemente aumentato il peso del comparto a overweight.
Guardando avanti, nei prossimi trimestri la banca d’affari Usa si aspetta una resilienza degli utili in un contesto di tassi più bassi, la riapertura dei mercati del capitale e la sostenibilità a medio-lungo termine dei ritorni di capitale. Oltre a una maggior attenzione sulla resilienza del margine di interesse, c'è di più nei bilanci delle banche rispetto solo ai tassi, con venti favorevoli sui volumi, commissioni più alte, minori costi di finanziamento e una più lenta normalizzazione del costo del rischio. Tutti elementi che si rifletteranno sugli utili e sul Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) delle banche europee per tutto il periodo 2024-2026.
Inoltre, la distribuzione del capitale ha il potenziale, in molti casi, di isolare completamente l'utile per azione dai futuri venti contrari sui tassi. «La possibilità di un ritorno di capitale oltre il 100% è diventata sempre più rilevante: negli ultimi anni abbiamo notato che diverse banche hanno pagato oltre il 100%: Ing, Unicredit, CaixaBank, Bawag Group. Guardando al 2024, tuttavia, nessuna banca sotto la nostra copertura ha previsto un pay out ratio oltre il 100% con Unicredit =90%, CaixaBank +70% e Intesa 70% in dividendi cash con una possibile distribuzione aggiuntiva che hanno fornito le indicazioni più generose. Questo tetto ai pay out può essere spiegato dai venti contrari regolamentari più elevati e dall’ammonimento da parte della vigilanza a un pay out oltre il 100%.
Senza contare, aggiunge Goldman Sachs, l’utilizzo alternativo del capitale: la combinazione di tassi più bassi e multipli di valutazione più alti potrebbe favorire operazioni di M&A nel settore. Tuttavia, le banche continuano a segnalare le difficoltà di operazioni transfrontaliere nell'area euro. Di conseguenza, «riteniamo che deal su larga scala siano improbabili mentre un consolidamento sia più probabile, con acquisizioni volte ad aumentare e diversificare le fonti di ricavo. Diverse banche hanno indicato la possibilità di acquisizioni come Bnp Paribas, CaixaBank e Unicredit e diverse sono già in trattativa: Bawag-Knab; CaixaBank- Aquila; Unicredit-Alpha; Societe Generale-Bernstein», continua Goldman Sachs che ha stimato per le banche europee un rendimento totale medio del capitale dell'11% (dividendi più buyback) nel 2024 e nel 2025 e ritiene che il settore possa sostenere in media un payout ratio del 50% nel medio termine, il che implicherebbe un rendimento sostenibile dell’8% circa.
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Sulla base di queste stime, guardando ai singoli titoli, la banca d’affari americana mantiene un rating buy su Bnp Paribas (target price a 83 euro, +24% di upside), Santander (85,75 euro, +26% di upside), Deutsche Bank (21,10 euro, +41% di upside), Intesa Sanpaolo (target price alzato da 3,7 a 3,90 euro, +16% di upside), Kbc (83,30 euro, +21% di upside), Ubs (33 franchi svizzeri, +22% di upside) e Unicredit (target price alzato da 36 a 41,50, +19% di upside). Il rating su Ing e Abn Amro passa a neutral e quello su Bbva a sell.
Più in dettaglio, spiega Goldman Sachs, «la nostra visione positiva su Intesa Sanpaolo si basa su tre elementi. In primo luogo, nonostante Intesa Sanpaolo abbia un modello operativo basato sulle commissioni, il recente movimento dei tassi di interesse porterà a margini di interesse e ricavi totali superiori alle aspettative, compensando la pressione sulle commissioni. La nostra previsione del margine di interesse per il 2025 è superiore sia ai dati del consenso di Visible Alpha sia agli obiettivi della banca. In secondo luogo, la qualità degli asset è migliorata significativamente negli ultimi anni (gli npl netti sono scesi da oltre 30 miliardi nel 2015 a circa 5 miliardi entro il 2023, e il ratio Npl ora si attesta allo 0,9%). In terzo luogo, la decisione della banca di costruire una banca digitale all'avanguardia, Isybank, le conferisce una delle strategie fintech più avanzate nel panorama finanziario europeo. Isybank, insieme alla nuova piattaforma bancaria di base, ha il potenziale per aumentare significativamente il Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) di Intesa Sanpaolo, addirittura +330bps nel 2026 sia attraverso una crescita più elevata sia attraverso i risparmi sui costi», precisa Goldman sachs.
Quanto a Unicredit offre livelli di capitale solidi, con il Cet1 visto di rimanere sopra il 15% nel periodo 2023-25. Allo stesso tempo, «vediamo il margine di interesse del gruppo rimanere relativamente resiliente anche con tassi più bassi. Questa combinazione di una solida posizione patrimoniale e di un margine di interesse sostenibilmente più alto dovrebbe consentire alla banca di distribuire 20 miliardi di euro di capitale nel periodo 2021-2024, una cifra superiore all'obiettivo di un ritorno di capitale totale di 16 miliardi, pari a oltre il 50% della capitalizzazione di mercato attuale di Unicredit». (riproduzione riservata)