Le banche europee rischiano di restare indietro rispetto agli Stati Uniti nello sviluppo delle stablecoin, mettendo potenzialmente a rischio la sovranità del continente. E’ il commento di François Villeroy de Galhau, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea e governatore della Banca di Francia, in un’intervista a Le Grand Continent.
Secondo Villeroy, l’Europa è in vantaggio sul fronte regolatorio e nello sviluppo di una valuta digitale pubblica, ma arretra nella creazione di valute private. Il mercato delle stablecoin, oggi valutato circa 250 miliardi di dollari, potrebbe crescere fino a raggiungere i trilioni nei prossimi anni, costringendo le banche europee a colmare la distanza sulla valuta digitale privata.
«Il rischio per l’Europa è trovarsi di fronte a una quasi-valuta — una stablecoin in dollari — privata e emessa da attori non europei», avverte Villeory. «Il dibattito è appena iniziato, ma sarà cruciale per il futuro della sovranità europea».
Il commento di Villeroy arriva il giorno dopo la notizia di che Tether, la maggiore piattaforma di stablecoin in dollari con sede a El Salvador, ha avviato un’operazione di aumento di capitale fino a 15-20 miliardi di dollari. Il gruppo è in mano a due italiani, Paolo Ardoino e Giancarlo Devasini. Se l’aumento, per il 3% delle azioni, andrà in porto, Tether arriverà a valere 500 miliardi di dollari. Ovvero quanto OpenAI. (riproduzione riservata)