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Banche, guadagnare con il risiko. Ecco le tre azioni che possono crescere di più secondo gli analisti
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Banche, guadagnare con il risiko. Ecco le tre azioni che possono crescere di più secondo gli analisti

25 luglio 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2025, 10:00

Il settore bancario ha già corso molto in borsa, ma alcuni istituti hanno ancora ampi margini di crescita. Da Mps a Bper fino a Banca Sistema, ecco tutte le opportunità di acquisto

Nell’estate calda del risiko finanziario, le banche italiane restano al centro degli acquisti in borsa. Nonostante un contesto macroeconomico incerto — con tensioni commerciali globali, una crescita moderata nell’Eurozona e segnali contrastanti dagli Stati Uniti — il Ftse Italia Banche ha messo a segno un rialzo di oltre il 26% negli ultimi sei mesi, confermando la fiducia degli investitori nel settore.

La decisione della Bce di sospendere i tagli dei tassi dopo otto riduzioni consecutive e mantenere il livello al 2% offre inoltre maggiore stabilità al settore bancario, sostenendo la propensione del mercato verso il comparto. «Avendo Francoforte raffreddato le attese del mercato su prossimi tagli del tasso di sconto, le banche commerciali gioiscono. Si allontana lo scenario di un Euribor a 3 mesi vicino al 1% che porterebbe con sé tagli importanti sulle stime del margine di interesse. Forse non ci saranno ulteriori aggiornamenti degli utili attesi nel 2025, o dei ritorni di capitale agli azionisti, ma confermarli a questi livelli è già tanta roba», spiega Filippo Alloatti, head of financials credit di Federated Hermes.

Nel frattempo, mentre il processo di consolidamento avanza, l’attenzione di Piazza Affari si sposta verso i risultati semestrali, che dovrebbero confermare la solidità dei principali gruppi a fronte di alcune criticità.

Unicredit: forte crescita ma upside limitato

Gli unici numeri già noti sono quelli di Unicredit, che ha aperto la stagione contabile. La banca guidata da Andrea Orcel ha convinto gli analisti che hanno rivisto al rialzo i target price, ora compresi tra 60 e 70 euro, a fronte di un prezzo attuale intorno a 61 euro.

Tra i punti di forza spiccano un modello di business sempre più diversificato, una solida posizione patrimoniale e una tenuta del margine d’interesse, soprattutto in Italia e in Germania. Il consolidamento delle partecipazioni in Commerzbank e nella greca Alpha Bank ha contribuito al miglioramento delle stime per il periodo 2025-2027, supportando previsioni più ottimistiche su profitti e utile per azione (quest’ultimo con una crescita prevista tra l’8% e il 10% secondo Barclays e Mediobanca).

Rimangono però alcune ombre legate al ritiro dall’offerta su Banco Bpm. Il cambio di rotta a sorpresa annunciato martedì 22 ha spostato l’attenzione verso il ritorno per gli azionisti attraverso dividendi e buyback, anche se per gli esperti questi ultimi potrebbero perdere attrattiva. In sostanza dai report pubblicati negli ultimi giorni emerge che Unicredit è ben posizionata (12 buy su 21 giudizi e target price medio a 64,23 euro), ma dovrà gestire con attenzione le incertezze strategiche che si profilano per i prossimi anni.

Il titolo ha già corso molto (+57% dal luglio 2024 e +600% dalla primavera 2022), con una valutazione di borsa a 1,59 volte il patrimonio netto tangibile e un total return 2025 stimato al 62,79%. L’upside potenziale per i prossimi 12 mesi è quindi fisiologicamente limitato al 4,9% e i margini per ulteriori guadagni appaiono più contenuti rispetto al passato.

Intesa: stime in rialzo, ma corsa già in parte scontata

Anche per Intesa Sanpaolo (19 buy su 26 valutazioni con target price medio a 5,41 euro) Jefferies prevede una ripresa del margine di interesse nel secondo trimestre. Su base annua il dato resta in calo del 9%, ma la dinamica aprile-giugno spinge gli analisti a ipotizzare una revisione al rialzo delle stime anche per il prossimo biennio.

Proseguendo lungo il conto economico, le commissioni dovrebbero aumentare del 3% su base annua a 2,46 miliardi, lievemente sotto la stima del consenso, mentre i ricavi totali sono attesi a 6,744 miliardi (-2% su base annua), in linea con i 6,77 miliardi attesi dal mercato. L’utile netto dovrebbe attestarsi a 2,45 miliardi (-1%). Per l’intero 2025, Jefferies stima un utile netto di 9,4 miliardi, in linea con la guidance della banca.

Anche per Intesa – che oggi quota oltre 1,8 volte il patrimonio tangibile, il livello più alto tra le banche commerciali italiane, con un total return 2025 stimato del 35,57% – le percentuali di crescita in vista non sono più a doppia cifra: l'upside potenziale per il prossimo anno è stimato dagli esperti al +6,7%.

Nel complesso, sia Intesa Sanpaolo che Unicredit mostrano comunque una buona tenuta nei rispettivi mercati. Se per piazza Gae Aulenti il consolidamento in Germania e Grecia rafforza le prospettive di crescita dell’eps, Intesa conferma una traiettoria stabile anche in uno scenario meno favorevole per i tassi. In entrambi i casi, il margine di interesse resta un elemento centrale delle previsioni positive oltre il 2025, ma il titolo ha già consumato buona parte del propellente.

Banco Bpm, occhi puntati su Anima

Banco Bpm pubblicherà i risultati il 5 agosto, riflettendo l’effetto dell’integrazione di Anima. Secondo Jefferies, il contributo della sgr milanese al risultato trimestrale dovrebbe attestarsi intorno a 70 milioni, includendo anche il dividendo ricevuto da Mps, di cui Piazza Meda detiene il 5%. Nel periodo aprile-giugno la banca guidata da Giuseppe Castagna dovrebbe inoltre registrare una plusvalenza di circa 160 milioni legata all’operazione con l’asset manager, che però peserà sul capitale comportando una riduzione del Cet1 dal 14,8% di marzo al 13%.

Jefferies prevede per il Banco un margine di interesse in calo del 7% su base annua a 798 milioni, in linea con il consenso, e commissioni in aumento del 23% a 617 milioni. I ricavi complessivi sono stimati a 1,56 miliardi (+15%), mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi a 672 milioni, in forte crescita rispetto all’anno precedente (+77%) e oltre le attese. Il titolo ha corso molto (+55,94% in un anno), con un target price medio a 10,77 euro e un upside stimato del +5,6%. Molto dipenderà dalle future mosse strategiche, tra consolidamento e autonomia.

Bper e la sfida del terzo polo

Il 6 agosto sarà la volta di Bper, che potrebbe sfruttare la vetrina della trimestrale per fare il punto sull’ops per Popolare di Sondrio, appena conclusa. Le attese di Jefferies sono per un utile netto di 402 milioni, in crescita del 50% annuo, con un margine di interesse in calo del 6% su base annua e commissioni in aumento del 2%.

I margini di crescita per linee interne ed esterne e la graduale costruzione di un terzo polo del credito sull’asse Modena-Bologna fanno oggi di Bper una delle occasioni di acquisto nel settore: l’upside potenziale è del 16,8% per il prossimo anno, con ben 9 buy su 10 e un target price medio a 9,1 euro.

La target di Bper, la Popolare di Sondrio, pubblicherà i conti il 5 agosto. Anche per l’istituto valtellinese guidato da Mario Pedranzini Jefferies prevede un lieve calo del margine di interesse, stimato in flessione del 2% su base annua a 267 milioni. Più dinamico l’andamento delle commissioni, attese in crescita del 4% a 110 milioni. I ricavi complessivi dovrebbero stabilizzarsi a 426 milioni (-1%), mentre i costi operativi restano sotto controllo.

La conclusione dell’offerta di Modena e l’imminente integrazione nel nuovo gruppo non danno molti spazi di crescita alle azioni di Sondrio. Tuttavia, il total return 2025 previsto è al 57,43%, la percentuale più alta nel sistema bancario italiano dopo Unicredit.

Mps: l’ops su Mediobanca alimenta nuove ambizioni

Un titolo che potrebbe crescere ancora a doppia cifra è invece quello di Mps. La banca senese, alle prese con l’ops su Mediobanca, sembra vicina all’obiettivo come dimostra il progressivo assottigliamento dello sconto implicito nell’offerta. E il ceo Luigi Lovaglio guarda già al di là dell’operazione, ventilando al mercato un polo più ampio. Prospettive che allettano gli investitori, come dimostra l’upside del 14,7% stimato per il prossimo anno con un target price medio a 8,19 euro rispetto ai 7,16 euro attuali.

Banca Sistema: un’opas che può valere il 25%

Chi ha fame di rendimenti potrebbe anche considerare realtà più di nicchia, come Banca Sistema. L'istituto specializzato milanese è appena finito nel mirino della challenger bank CF+ che ha appena lanciato un’opas da 1,38 euro in contanti e 0,418 euro in azioni di Kruso Kapital. In questo caso il mercato prevede che il titolo della target possa crescere di ben il 25% nel prossimo anno e le case d'affari stimano un prezzo obiettivo medio in area 2,25 euro. Chi insomma sta entrando nel risiko solo ora o potrebbe rimanervi ancora per un po' ha buone chance di veder crescere le proprie azioni. Chi invece ne sta uscendo dovrà individuare nuove strategie per rivitalizzare i corsi di borsa. 

Più in generale, spiega Alloatti, «il settore bancario quotato tende a muoversi in cicli decennali. E ha dimostrato una certa resilienza anche in cicli di taglio dei tassi, si pensi ai tagli della BuBa dopo la crisi del 1992, della Bce dopo la recessione di maggio 2001, e tagli dei tasis dall’ottobre 2008, all’apice della crisi finanziaria. Che ci si avvii verso l’anno terzo del nuovo ciclo?». (riproduzione riservata)



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