Le stablecoin in Europa che operano su piattaforme bancarie e regolate crescono e si moltiplicano. Uno degli obiettivi più importanti è quello di creare un’infrastruttura dove le imprese, per lo più pmi, possono effettuare pagamenti transfrontalieri veloci, a prezzi calmierati, in un ambiente controllato, regolamentato e liquido.
Nel giro di poche settimane sono nati tre progetti simili, quello che fa capo a Unicredit e Banca Sella in Italia da un lato, quello che raccoglie diverse banche francesi, tedesche e spagnole (Banco Santander, Bnp Paribas, Deutsche Bank…) e un terzo tutto italiano, Eur-Bank, collegato a Bancomat, al quale aderiscono, fra gli altri, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Il primo, lanciato a fine settembre, il secondo a metà ottobre, il terzo alla fine dello scorso mese.
Il progetto che raccoglie i due istituti italiani sarà raccontato nei particolari il 2 dicembre ad Amsterdam quando verrà svelato il nome della società che avrà sede in Olanda, quello dell’amministratore delegato e del chief financial officer, la definizione della governance, la tabella di marcia per ottenere la licenza e per l’emissione della valuta digitale. Ad oggi gli istituti coinvolti sono Banca Sella e Unicredit (l’Italia è il Paese più rappresentato per ora), Ing (Olanda), Kbc (Belgio), Danske (Danimarca), Deka (Germania), Seb (Svezia), Caixa (Spagna) e Raiffeisen (Austria). Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la prossima settimana sarà annunciata molto probabilmente un’altra banca aderente.
Un consorzio cui aderisce Bnp Paribas vede fra i soci anche Banco Santander (Spagna), Bank of America (Usa), Barclays (Uk), Citi (Usa), Deutsche Bank (Germania), Goldman Sachs (Usa), Mufg Bank (Giappone), TD Bank (Canada) e Ubs (Svizzera). In questo caso gli istituti coinvolti stanno valutando lo sviluppo di stablecoin collegate alle valute del G7 (euro, dollaro Usa, dollaro canadese, sterlina, yen). Il progetto punta a emettere asset digitali su piattaforme blockchain pubbliche con un rapporto fra token digitale e valuta reale sottostante di 1 a 1.
Il terzo progetto è stato illustrato poco meno di un mese fa al Salone dei Pagamenti 2025. In quell’occasione, Bancomat ha presentato Eur-Bank, la stablecoin di sistema ancorata all'euro, una moneta digitale emessa dalle banche italiane e garantita da riserve reali. «L'Europa può e deve avere un ruolo ancora più importante nel settore dei pagamenti», ha spiegato Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat. Sottolineando che «il 98% delle stablecoin è emesso in dollari negli Stati Uniti da soggetti privati, fuori dal perimetro regolato. In Europa, invece, il regolamento MiCar stabilisce che le stablecoin possano essere emesse solo da banche o istituti di pagamento vigilati. Ed è questo il nostro punto di partenza». (riproduzione riservata)