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Banche, ci sono lacune nel reporting dei dati secondo la Vigilanza Bce
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Banche, ci sono lacune nel reporting dei dati secondo la Vigilanza Bce

25 marzo 2025, 21:44

Per la Vigilanza Bce è ancora troppo alto il numero di banche non pienamente allineate sul tema dell’aggregazione e della reportistica dei dati di rischio. Possibili sanzioni. Francoforte ha chiesto a 45 istituti di credito di ripubblicare dati Pillar3 per difformità su indici di capitale/liquidità e Esg

È «ancora troppo alto» il numero di banche europee con «capacità non pienamente adeguate» nell’aggregazione e reportistica dei dati di rischio (Rdarr), secondo la Vigilanza Bce. «Le banche hanno tardato a porre rimedio alle lacune in ambito Rdarr per molteplici ragioni, come le carenze nella governance, le infrastrutture informatiche frammentate e l’elevato numero di processi di aggregazione manuali», ha rilevato Francoforte in un documento sulla materia.

Le divergenze nei dati Pillar 3

Un segnale dei problemi nella comunicazione dei dati è emerso anche nei documenti Pillar 3, quelli cioè per la trasparenza. I valori Pillar 3 sono risultati in alcune occasioni diversi rispetto a quelli comunicati ai supervisori (supervisory reporting). La Bce ha chiesto così a 45 banche (su un totale di 105) di ripubblicare i documenti Pillar 3 del 2023 entro il 31 ottobre 2024. Tra questi istituti, 13 hanno dovuto correggere indicatori come i rapporti di capitale o liquidità, mentre 41 hanno ripubblicato dati Esg.

Per esempio sei banche hanno comunicato un capitale Cet1 diverso rispetto a quello indicato nel supervisory reporting, con una variazione media dello 0,18%. In un caso l’errore è arrivato allo 0,87%. I principali problemi hanno riguardato valutazioni errate nel calcolo dei valori oppure dati mancanti o non coerenti tra loro.

«Le cause di fondo dei disallineamenti, pur non essendo pericolose dal punto di vista della vigilanza, sono evitabili», ha osservato in passato la Bce. Il problema ha riguardato le pubblicazioni Pillar 3, quindi non i dati comunicati al mercato in base alle regole contabili (diverse rispetto a quelle di supervisione).

Le misure Bce

La Bce in ogni caso vuole aumentare i controlli sul tema del reporting. Nel 2022 è partita una campagna di ispezioni sulla materia che è andata avanti fino a fine 2024. Quest’anno ci saranno altre ispezioni mirate. Finora, secondo la Bce, sono emerse «significative lacune nel soddisfare le aspettative dell’autorità di vigilanza, evidenziando la necessità per le banche di aumentare gli sforzi in quest’area».

Inoltre un’analisi specifica su 105 banche ha evidenziato che «sebbene sia aumentata la consapevolezza dei membri degli organi direttivi sulle questioni relative alla governance e alla qualità dei dati, permangono alcune carenze critiche».

Nel complesso «le autovalutazioni delle banche indicano che esse non si considerano ancora pienamente allineate alle aspettative dell'autorità di vigilanza, evidenziando molte aree di ulteriore miglioramento delle loro capacità sul tema Rdarr». I risultati della relazione sulla gestione confluiscono nei punteggi Srep sulla base dei quali sono definiti i requisiti di capitale e le misure di supervisione per le banche.

La Bce ha precisato di volere «miglioramenti concreti e significativi» sul Rdarr. «Il programma di lavoro «mira a monitorare da vicino lo sviluppo delle capacità di tutte le banche e a identificare le carenze».

Inoltre Francoforte prevede «un processo di escalation chiaramente definito che fornisce alle banche scadenze chiare e tappe intermedie per rimediare alle carenze ed eliminarne le cause. Se le misure iniziali non raggiungeranno risultati tempestivi, si ricorrerà a strumenti più invasivi per garantire un rimedio efficace» tra cui «sanzioni periodiche come potenziali misure di enforcement». (riproduzione riservata)



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