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Banche, la Bce vuole i governi fuori dal risiko. Perplessità della Vigilanza sugli interventi degli Stati nelle operazioni
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Banche, la Bce vuole i governi fuori dal risiko. Perplessità della Vigilanza sugli interventi degli Stati nelle operazioni

19 giugno 2025, 21:45 Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2025, 08:34

Dubbi anche sul golden power. Il vicepresidente della Vigilanza Bce Frank Elderson sottolinea: le operazioni transfrontaliere consentono agli istituti di ottenere economie di scala, maggiore redditività e diversificazione dei rischi

Gli interventi dei governi europei nelle operazioni bancarie stanno sollevando forti perplessità all’interno della Vigilanza Bce che da tempo è a favore di integrazioni cross-border nel settore. I supervisori evidenziano l’importanza di un mercato integrato, anche sulla scia dell’evoluzione della Vigilanza, da più di dieci anni unificata per gli istituti di credito dell’area euro.

Francoforte ha dimostrato di essere indifferente alla sede delle banche nell’approvazione di operazioni, come si è visto nel caso Unicredit-Commerzbank. Per la Bce conta soltanto la nascita di gruppi solidi e con adeguato patrimonio, indipendentemente dal Paese degli istituti coinvolti.

Ma alcune possibili operazioni, non solo in Italia, sono state di fatto bloccate dai governi. Gli Stati hanno rivendicato l’interesse nazionale di mantenere il risparmio nei confini domestici.

Francoforte ha dubbi significativi anche sull’uso di strumenti come il golden power nel settore bancario. Sul tema la Bce non ha pubblicato nelle scorse settimane un’opinione legale perché il provvedimento del governo su Unicredit-BancoBpm è di carattere amministrativo, non legislativo. Negli anni scorsi, al momento del via libera alla legge, la banca centrale non aveva espresso un parere ufficiale. Le opinioni Bce sono discrezionali e comunque non sono vincolanti per i governi.

Le parole di Elderson

Il punto di vista di Francoforte sulle operazioni bancarie cross-border è stato evidenziato da Frank Elderson, membro del comitato esecutivo e vicepresidente della Vigilanza Bce, in un incontro del Single Resolution Board a Bruxelles. «L’integrazione bancaria transfrontaliera rimane limitata nonostante il Single Rulebook, il Single Supervisory Mechanism e il Single Resolution Board», ha detto Elderson sottolineando che «i vantaggi di una maggiore integrazione sono evidenti».

In dettaglio, secondo il vicepresidente della Vigilanza Bce, l’eliminazione delle barriere all’integrazione consentirebbe alle banche di «realizzare economie di scala e migliorare la diversificazione del rischio». Inoltre le fusioni transfrontaliere offrirebbero «opportunità di maggiore redditività».

Tuttavia l’attuale livello «limitato» di integrazione «riduce il potenziale di condivisione del rischio privato all’interno del mercato bancario europeo». Elderson ha aggiunto che la frammentazione «ostacola anche la capacità delle banche di ottimizzare la gestione della liquidità, aumentando in ultima analisi i rischi per la stabilità finanziaria».

La Vigilanza Bce, già dai tempi della presidenza di Andrea Enria, ha adottato misure per ridurre gli ostacoli alle aggregazioni. Elderson ha ricordato la guida sulle fusioni nella quale la Bce ha garantito di trattare le fusioni cross-border all’interno dell’Eurozona come quelle nazionali.

La Vigilanza ha anche chiarito di non voler ostacolare le banche che desiderano convertire le società controllate (subsidiaries) in succursali (branches) e ha precisato che le filiali possono richiedere deroghe per mettere in comune la liquidità di gruppo. «Purché siano soddisfatti i requisiti prudenziali, non ostacoleremo il consolidamento bancario cross-border, al contrario», ha ribadito Elderson.

Gli interventi della Bce non sono finora bastati per aumentare l’integrazione finanziaria nell’area euro. «Gli ostacoli rimanenti sono influenzati da fattori non correlati alla supervisione bancaria», ha sottolineato il membro del board Bce. «In questo contesto raggiungere un accordo politico sul terzo pilastro dell’Unione bancaria, cioè sulla garanzia europea dei depositi, è più importante che mai», ha detto. Inoltre per Elderson «è fondamentale evitare un’indebita frammentazione del mercato unico». (riproduzione riservata)



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