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Banca Sistema, soci divisi sull’offerta di CF+: un incasso imprevisto riapre le discussioni sul prezzo
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Banca Sistema, soci divisi sull’offerta di CF+: un incasso imprevisto riapre le discussioni sul prezzo

15 gennaio 2026, 23:00

Dopo l’ok della Consob l’opas di CF+ arriva ai nastri di partenza. Alcuni soci auspicano un rilancio perché Banca Sistema ha incassato 100 milioni dal Comune di Catania. Ma il prezzo offerto potrebbe essere corretto vista l’ispezione di Bankitalia e lo stop ai dividendi

Arriva in borsa l’ultima delle offerte pubbliche che stanno ridisegnando il sistema bancario italiano. Finora le operazioni hanno seguito un copione fisso: un avvio con poco o nessun premio, seguito da un rilancio durante il percorso per convincere gli azionisti ad aderire. Anche l’opas di CF+ su Banca Sistema seguirà lo stesso schema? C’è chi ne è convinto.

Una posta inattesa

L’offerta è arrivata ai nastri di partenza (dopo l'ok della Consob il prospetto sarà pubblicato in tempi brevi) e può contare già sul 24% garantito da Gianluca Garbi, fondatore e primo azionista della challenger bank specializzata nel factoring. L’istituto nato dallo spin-off del vecchio Credito Fondiario e ora controllato dal fondo Elliott (90,5%) proverà a convincere anche gli altri soci, che però si troveranno a valutare l’offerta in un diverso quadro contabile.

A fine 2025, dopo una lunga contesa legale chiusa da una sentenza della Cedu, Banca Sistema ha incassato dal Comune di Catania un credito di 103 milioni di euro. La maggior parte, 61,7 milioni, è a titolo di capitale, mentre gli altri 40,6 milioni sono interessi di mora, di cui 6,9 già contabilizzati in bilancio. A conto economico, insomma, transiteranno solo 33,7 milioni che (al netto delle imposte) andranno ad arrotondare l’ultima riga di bilancio, con un impatto positivo sul patrimonio stimabile in 22 milioni.

Il dilemma dei soci

Nel capitale della banca oltre a Garbi ci sono le fondazioni di Sicilia (7,4%), di Alessandria (7,4%) e di Cuneo (5%) più una serie di azionisti istituzionali. Oggi alcuni di questi soci sperano che le nuove risorse arrivate in cassa possano migliorare le condizioni dell’offerta di CF+.

Ma la challenger bank guidata da Iacopo De Francisco e specializzata a sua volta nel factoring potrebbe avere delle buone ragioni per confermare la proposta di 1,8 euro ad azione (1,382 in contanti e 0,418 euro tramite azioni Kruso Kapital, la controllata del credito su pegno di Banca Sistema) formulata a giugno, per un corrispettivo totale di 144,8 milioni.

I guai di Banca Sistema

Va notato peraltro che, anche se l’offerta è a sconto dell’8,3% sul prezzo di borsa pre-opas, le azioni della target si sono sempre mantenute sotto questo livello (ieri 1,73 euro, -0,5%). Segno che il mercato valuta equa la valorizzazione proposta dall’offerente e non fiuta un rilancio sostanzioso.

Banca Sistema del resto paga l’incertezza legata all’ispezione della Vigilanza, che a fine 2024 ha vietato la distribuzione di dividendi per rafforzare il capitale e ha riquantificato i deteriorati scaduti da 79 milioni a 372 milioni. Nodo del contendere è la definizione di default, che l’Ue impone di applicare in modo più rigido anche quando i crediti sono verso la pubblica amministrazione.

La banca ricorda che, anche quando le amministrazioni tardano a pagare, le somme vengono sempre incassate. A maggior ragione dopo che la Cedu ha obbligato gli Stati a garantire per le autorità locali, come accaduto con Catania. Per far fronte a questi impegni il governo ha approvato in manovra un fondo da oltre 2 miliardi, che semplificherà la vita delle società attive nel factoring.

Le opzioni sul tavolo

Questo quadro favorevole basterà per fare chiarezza sulla situazione di Banca Sistema? L’istituto rispetta già i requisiti minimi di capitale (Srep) imposti da Bankitalia, che però continuerà a monitorare la sostenibilità del modello di business. Toccherà a un perito terzo invece valutare il rafforzamento dei controlli interni e nel frattempo resterà in vigore lo stop ai dividendi.

Queste incertezze, che durano da oltre un anno, potrebbero spingere CF+ a confermare il prezzo. In tal caso i soci dovranno scegliere se aderire all’opas, incassando contanti e azioni Kruso, o sperare in un rilancio, senza però la certezza che lo schema delle altre offerte si ripeta. (riproduzione riservata)



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