Banca Ifis vola in borsa e guadagna il 8,45% (12,91 euro) dopo i risultati del primo trimestre del 2021, nel quale l’istituto ha realizzato un utile netto pari a 20,1 milioni di euro, in aumento di 10 milioni di euro rispetto al primo trimestre dell'anno precedente (escludendo da quest'ultimo la plusvalenza straordinaria di 24,2 milioni di euro e il relativo effetto fiscale per la cessione dell'immobile milanese di Corso Venezia). Il dividendo per azione è stato fissato a 0,47 euro, in pagamento al 26 maggio.
Il margine di intermediazione è risultato in crescita a 137,7 milioni di euro (+30% rispetto al 31 marzo 2020) e ha beneficiato della ripresa macroeconomica e della progressiva normalizzazione del business Npl. I costi operativi si sono attestati a 91,3 milioni di euro (+24,2% rispetto al 31 marzo 2020) per maggiori costi variabili legati all’attività legale del settore Npl, l'ingresso nel perimetro di Farbanca e nuove progettualità Ict.
Considerando il consolidamento in La Scaligera, il Cet1 è cresciuto all'11,77% (11,29% al 31 dicembre 2020) rispetto a un requisito Srep dell'8,12%, mentre il Tcr si è attestato al 15,47% (14,85% al 31 dicembre 2020) rispetto a un requisito Srep del 12,5%. Nel primo trimestre 2021, è stato inoltre raggiunto il massimo storico per i recuperi di cassa sui portafogli Npl acquistati, che si sono attestati a 81 milioni di euro (+24%). Ottima anche la performance dei ricavi nel commercial e corporate banking, +21% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
A fronte di un contesto macroeconomico in miglioramento, si legge nella nota di accompagnamento ai risultati, "si registrano segnali positivi da parte dei nostri clienti: oltre un terzo ha scelto di anticipare la ripresa dei pagamenti delle rate che beneficiavano delle moratorie". Si è assistito anche "a concreti contributi commerciali dalla digitalizzazione del business e migliori ratios del capitale, oltre che una posizione di liquidità e qualità dell'attivo tra le best in class. Al 31 marzo, il totale della raccolta è di 9,735 miliardi di euro, -1,7% rispetto alla fine dell'esercizio 2020".
"Banca Ifis è un'organizzazione unica, molto resiliente e capace di presidiare specifici business che richiedono un grado di competenza distintiva elevata", ha ribadito Frederik Geertman, amministratore delegato del gruppo. "I risultati del primo trimestre, che si chiude con un utile netto di periodo di 20,1 milioni di euro, confermano dunque la validità di un modello basato su qualità e specializzazione che ha oggi buone performance industriali. Il business commerciale ha dimostrato grande dinamicità e maggiori erogazioni soprattutto nei mutui garantiti da Mediocredito Centrale, riportando ricavi pari a 65 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto al primo trimestre 2020. Stiamo accelerando sulla digitalizzazione dei processi in ottica di efficienza, velocità e omnicanalità”, ha sottolineato Geertman, “raccogliendo già concreti contributi commerciali. Nel primo trimestre del 2021, un quinto dei nostri nuovi clienti è stato acquisito digitalmente. L'obiettivo è incorporare la tecnologia nei nostri processi e offrire ai clienti un'esperienza a misura di impresa".
“Abbiamo dedicato una particolare attenzione al monitoraggio dei crediti in moratoria con un'analisi per settore e per le principali posizioni”, ha evidenziato l’amministratore delegato, “e i primi feedback sono positivi: ad oggi un terzo dei nostri clienti ha scelto di anticipare la ripresa dei pagamenti delle proprie rate che beneficiavano delle moratorie grazie al progressivo miglioramento del contesto macroeconomico. Il Cet1 ha raggiunto l'11,77%, calcolato escludendo l'utile del trimestre. L'allocazione del capitale sarà fatta in base alla redditività delle singole unità di business e dei singoli progetti, mantenendo comunque la diversificazione del business commerciale e gli Npl che ha confermato la sua valenza anche nella crisi del Covid-19", ha concluso Geertman. (riproduzione riservata)