Banca d’Italia riorganizza la rete di filiali. I presidi di Brescia e Livorno saranno chiusi. In Italia scenderanno così in totale a 36: 21 filiali continueranno a svolgere un ampio ventaglio di funzioni, mentre le altre 15 opereranno con compiti differenziati.
«Il piano di interventi è stato pensato per rispondere in modo efficace all’evoluzione del contesto esterno, caratterizzato dai cambiamenti del sistema bancario e finanziario, dal progresso tecnologico e dall’evoluzione della domanda di servizi da parte dei cittadini, sempre più digitale», si legge sul sito della Banca d’Italia.
Le funzioni di tutela della clientela bancaria e finanziaria continueranno a essere svolte in tutte le 21 filiali nelle regioni e province autonome. L’attività di vigilanza prudenziale verrà concentrata invece in otto sedi: Bologna, Bolzano, Firenze, Milano, Napoli, Roma Sede, Torino e Venezia. Queste ultimi e altre tre filiali (Bari, Catanzaro e Palermo) si occuperanno anche della vigilanza antiriciclaggio.
Mentre i nove presidi non regionali (Agrigento, Catania, Forlì, Lecce, Pescara, Reggio Calabria, Salerno, Sassari, Verona) svolgeranno i compiti legati alla gestione del contante e ai servizi informativi, e si occuperanno inoltre di analisi economica ed educazione finanziaria. Nessun cambiamento, infine, per le sei sedi specializzate nel trattamento del contante (Arezzo, Bergamo, Foggia, Padova, Piacenza e Roma Cdm).
Il piano, precisa ancora la nota, «prevede un ulteriore decentramento di responsabilità di vigilanza prudenziale, l’avvio del decentramento della vigilanza antiriciclaggio e della tutela della clientela bancaria e finanziaria, l’estensione delle attività di educazione finanziaria e il rafforzamento della funzione di valutazione del merito di credito delle imprese non finanziarie per i fini della politica monetaria».
Viene confermato il ruolo delle filiali nell’analisi e nella ricerca economica a livello territoriale e nella gestione del contante. Queste attività saranno potenziate anche attraverso una maggiore integrazione con l’amministrazione centrale. (riproduzione riservata)