Bakel, il brand italiano di cosmetici clean che investe in ricerca e trasparenza
Bakel rivoluziona la skincare con formule clean, ricerca scientifica e protezione solare avanzata. Inclusiva, trasparente e rigorosa, è la risposta consapevole per una pelle sana e autentica
Nel mondo della skincare contemporanea, dove le promesse anti-age si moltiplicano quanto le texture effetto glow, pochi brand si distinguono per rigore, coerenza e profondità scientifica. Bakel è uno di questi. E non a caso: nasce da una chimica formulatrice, Raffaella Gregoris, e da un’intuizione tanto semplice quanto rivoluzionaria per l’epoca, era il 2008. Creare cosmetici composti solo da ingredienti attivi, eliminando tutto ciò che è inutile, inefficace o potenzialmente controverso. E nasce a Udine in una terra di innovazione come il Friuli Venezia Giulia.

«Lavoravo nei laboratori tradizionali, formulando cosmetici pieni di ingredienti riempitivi, usati per dare sensazione o profumo, non per fare davvero qualcosa alla pelle. A un certo punto ho capito che la mia etica professionale non poteva più accettarlo», racconta Gregoris a Gentleman. Nasce così Bakel: Beauty And Key Elements, un acronimo, che è una dichiarazione d’intenti.

La forza di dire meno, ma dire bene
Il minimalismo di Bakel non è frutto di una selezione rigorosa e costante. «Ogni ingrediente ha una funzione precisa e documentata. Nessun conservante superfluo, nessun allergene potenziale, nessun compromesso estetico» spiega. È per questo che i packaging dei prodotti Bakel indicano chiaramente il numero degli ingredienti, e a cosa serve ognuno. Inquadrando il qr code si atterra su una piattaforma che li spiega, uno per uno.
A far da colonna portante è la ricerca scientifica, condotta in collaborazione con università italiane e team ricerca e sviluppo interni. «Abbiamo depositato brevetti, lavorato su molecole intelligenti, sviluppato prodotti biomimetici. La bellezza vera è figlia della salute, e la salute ha bisogno di studio».

Solari, con criterio
Un esempio pratico di questa filosofia? La linea solare Bakel. Qui si parla di protocolli completi di protezione e trattamento: prima, durante e dopo l’esposizione solare. «Il sole è un alleato, ma solo se lo si conosce. L’esposizione incontrollata accelera l’invecchiamento e può essere pericolosa. Per questo abbiamo creato una linea che protegge davvero, senza filtri nanometrici (piccole particelle minerali in grado di riflettere i raggi solari), che la normativa europea ancora non ha vietato del tutto ma che noi preferiamo non usare, per una questione di principio».
Il protocollo solare Bakel parte da prodotti antiossidanti pre-esposizione, passa da protezioni Broad Spectrum Uva/Uvb e si conclude con formule lenitive e riparatrici post-sole, pensate per calmare, nutrire e prevenire la disidratazione e l’iperpigmentazione.

Prodotti per tutti senza distinzione si genere
Bakel ha scelto di parlare a tutti, ma non a target inventati dal marketing. «La pelle non ha genere, ha bisogni,» afferma con convinzione Gregoris. I prodotti sono formulati per rispondere a problematiche reali, non per seguire cliché. «Un uomo può aver bisogno di un prodotto per la pelle sensibile e una donna può cercare un trattamento riequilibrante. Il punto è: qual è il problema della tua pelle oggi? È da lì che parte la soluzione».
Non a caso, Bakel è stata tra i primi marchi di skincare a definirsi apertamente gender neutral, ben prima che il termine diventasse di tendenza.

Linee premium e soluzioni smart
Accanto alla linea The One, il fiore all’occhiello del brand, con packaging in carte e plastiche riciclate, peptidi biomimetici e risultati anti-age visibili, si affiancano le proposte smart, pensate per la quotidianità: maschere rapide, trattamenti da viaggio, formule semplici ma strategiche.
«La nostra Detox Mask, ad esempio, è pensata per le pelli miste e oleose. In 15 minuti migliora visibilmente la grana, purifica e riequilibra. Funziona, è facile da usare, e costa il giusto. Perché la qualità non deve essere solo per pochi».
Wellness su misura, anche in Spa
Negli ultimi cinque anni, Bakel ha creato una divisione dedicata alle spa di alta gamma, con protocolli personalizzati e analisi della pelle mediante skin scanner. «Non vendiamo solo prodotti, offriamo esperienze cucite sull’ospite. Collaboriamo con resort come Viesca, Il Borro, Principe Forte dei Marmi, Saint Hubertus, Hotel de Len Santa Venere, Baglioni spa & Resort, Hammerak, Borgo Egnazia, e le nuovissime realtà nel sud Italia Ara Maris e Aquapetra, per trasformare la skincare in un percorso di benessere completo». Anche qui, il messaggio è chiaro: formazione e informazione sono parte integrante del trattamento. Perché la bellezza parte dalla consapevolezza.
Dentro e fuori: la partnership con Clinique La Prairie
Ultimo ma non meno importante, Bakel ha siglato una collaborazione con Holistic Health di Clinique La Prarie, pioniera nel campo della longevità, per distribuire in Italia i suoi integratori. «Non ci siamo improvvisati. Loro rappresentano il meglio nella nutraceutica, noi nella cosmetica trasparente. Unire le due visioni ha perfettamente senso».(Riproduzione riservata)
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