Un semestre si chiude, il primo del 2023, in cui è emerso con prepotenza il ruggito del Nasdaq (+30%) che ha doppiato l’S&P 500 (+14,5%) mentre in Europa il più ampio indice Eurostoxx 600 risulta in ampio ritardo (+7% circa).
Eppure un dato potrebbe aiutare a capire come può muoversi il mercato continentale nel secondo semestre. Infatti da inizio anno lo Eurostoxx 50, che raccoglie il blue chip europee, è balzato del 13,4%. E, secondo analisti e gestori, potrebbe regalare ancora qualche soddisfazione al portafoglio.
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Di fronte ad ancora la paura di una recessione causata dall’ondata di rialzo dei tassi in Usa e Ue, alcuni titoli europei potrebbero essere posizionati meglio di altri nella seconda metà dell'anno, notano gli analisti di Bloomberg Intelligence Unit. Tra i settori i favoriti vi sono i difensivi (quelli legati ai beni di prima necessità, come gli alimentari e i prodotti per la cura della salute), così come le società con forti fondamentali.
Il rialzo registrato in Europa è stato trainato nel primo semestre da viaggi (il boom post-Covid) e vendite al dettaglio, da colossi da lusso al tech quali LVMH, ASML e SAP che hanno contribuito all’avanzata dello Eurostoxx 50.
Ed è proprio la scommessa su aziende di qualità e ad alta crescita con forte potere di determinazione dei prezzi in Europa che ha aiutato il fondo comune Comgest Growth Europe a guadagnare oltre il 17% nel primo semestre del 2023 (compresi i dividendi reinvestiti) battendo la categoria del 5,7% (dati Morningstar) e il 97% dei fondi concorrenti nel 2023 (fonte Bloomberg).
Le principali partecipazioni del fondo di Comgest (5,2 miliardi di asset in gestione) comprendono ASML (semiconduttori, +27% da gennaio), Novo Nordisk (multinazionale danese che opera nel settore farmaceutico), LVMH (lusso), EssilorLuxottica (retail) e Straumann Holding (+33% da inizio anno, è un gruppo svizzero che produce impianti dentali). Nel settore tech è andata molto bene anche Sap (+25%, produce software gestionale).
Gruppi che operano nel settore del lusso come LVMH, L'Oreal (+25,6%) e Ferrari (+47%), sono tra i titoli vincenti in Europa quest'anno. Mentre la domanda cinese, componente fondamentale, è stata irregolare dopo la riapertura del mercato asiatico nel 2023, Alistair Wittet, gestore del fondo di Comgest, ritiene che margini elevati, forte potere di determinazione dei prezzi e resilienza dei consumatori facoltosi permetteranno ai titoli del lusso di mantenere la leadership di mercato. Il azioni del lusso sono anche meno sensibili ai tassi, dato il debito basso e gli alti livelli di flussi di cassa.
Un fattore a favore dell'Europa è che le performance positive dei titoli sono distribuite in maniera più ampia che negli Stati Uniti. Mentre 15 delle più grandi società hanno trainato l'86% dei rendimenti nel mercato azionario statunitense, lo stesso numero di titoli in Europa ha rappresentato solo il 39%, secondo gli strategist di Goldman Sachs.
L'esposizione settoriale più diversificata protegge il mercato azionario europeo da un'improvvisa vendita di azioni nel caso in cui i titoli tech siano soggetti a potenziali ondate di selloff, spiega Lode Devlaminck, amministratore delegato di DuPont Capital. Il gestore preferisce le azioni europee rispetto a quelle degli Stati Uniti per le valutazioni più convenienti.
La domanda che gli investitori si pongono è se le large cap soccomberanno ai timori di recessione che hanno tenuto sotto pressione in Usa e Ue i prezzi delle società di piccole e medie dimensioni. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, quando borse europee vanno in rally grazie ad un gruppo ristretto di titoli, i rendimenti dei successivi 12 mesi per l'indice aggregato sono positivi in oltre due terzi dei casi.
Barclays resta però cauta sul mercato europeo in generale dopo aver letto l’ultimo dato di giugno sull’inflazione in rialzo in Germania (quello dell’Eurozona è in calo al 5,5% dal 6,1% di maggio, ma l’inflazione core, senza energia e alimentari, è salita al 5,4%, vicino ai recenti massimi del 5,7%).
Il gestore di Comget, Wittet, ricorda che l'Europa è stata l'unica importante regione azionaria a registrare deflussi di fondi a giugno, ma restano i titoli di qualità. «Se la seconda metà dell'anno si dimostra più impegnativa rispetto alla prima a causa dell'inflazione che rimane ostinatamente alta o perché i tassi di interesse continuano a salire e l'economia si indebolisce, questi grandi gruppi dimostreranno la loro resistenza», sottolinea il gestore. (riproduzione riservata)