Gli ultimi sviluppi politici negli Stati Uniti e i costi enormi per le imprese europee qualora tali sviluppi dovessero sfortunatamente prosperare preoccupano gli analisti di AlphaValue. Non è difficile immaginare il caos politico e il costo per l’Unione Europea nel dover potenzialmente inviare truppe in Ucraina. Mentre il vecchio ordine viene abbandonato dal presidente Usa, Donald Trump, e dai suoi negoziatori, gli investitori potrebbero cercare sicurezza nelle big cap, le società europee a grande capitalizzazione.
I Magnifici 13 titoli europei sono un gruppo più diversificato rispetto ai loro omologhi statunitensi, ma ultimamente si sono mossi lateralmente. Comunque, rappresentano un punto di partenza per un porto sicuro in mercati incerti. Anche la liquidità di queste azioni dovrebbe offrire sicurezza agli investitori. I dati sulla liquidità dei Magnifici 13 sono ovviamente coerenti con la loro dimensione.
Basta osservare i volumi impressionanti giornalieri del colosso dei semiconduttori Asml: 496 milioni di euro di volumi giornalieri, considerato il portabandiera europeo del settore tecnologico (da notare che la più piccola Nxp scambia 512 milioni di euro al giorno), ma Asml è seconda rispetto a Linde (824 milioni di euro di scambi medi), che molti investitori europei sembrano aver dimenticato, dato che beneficia della sua quotazione primaria negli Stati Uniti, spiegano gli analisti di AlphaValue. In terza posizione c’è il gigante alimentare svizzero Nestlé con 360 milioni di euro e in quarta il colosso farmaceutico Novo Nordisk danese con 336 milioni. A seguire Roche Holding (302), Sap (297), Novartis (294), Lvmh (268), Totalenergies (221), Shell (216), Astrazeneca (190), L’oreal (136) ed Hermes (124).
Estendere il tema della liquidità a titoli più ordinari offre spunti interessanti, secondo gli analisti di AplhaValue. Uno di questi è osservare le azioni soggette a una rapida rotazione e a una capitalizzazione di mercato superiore a 5 miliardi di euro. Sono sette le azioni (difesa in primis) che hanno registrato un improvviso aumento delle transazioni giornaliere, il che potrebbe preannunciare alcuni rischi, avvertono gli esperti di AplhaValue: Tim con 57,4 milioni di euro di volumi giornalieri (l’1,10% della capitalizzazione di mercato), Nxp con 512 milioni (0,91%), Cnh con 111 (0,77%), Sampo con 28,5 (0,69%), Rheinmetall con 165 (0,68%), Besi con 58,3 (0,57%) e Leonardo con 69 (0,51%).
Un altro approccio potrebbe essere analizzare i titoli che hanno registrato un’accelerazione rapida dei volumi degli scambi. Gli investitori potrebbero legittimamente chiedersi se si stiano accumulando rischi su Cnh e Tim, dato che i loro volumi giornalieri sono aumentati bruscamente e rappresentano una percentuale elevata della loro capitalizzazione di mercato.
Lo stesso si può dire per Heineken Holding (9,49 milioni di volumi giornalieri, 0,05% della sua capitalizzazione di mercato). Le altre 10 azioni sono Mediobanca, sotto l’ops di Mps (35,6, 0,30%), Barry Callebaut 819,4, 0,26%), Campari (36,7, 0,43%), Belimo (10,4, 0,15%), Kion Group 88,89, 0,18%), Schneider Electric (174, 0,13%), Pernod Ricard (59,8, 0,20%), Stm (63,3, 0,24%), Kering (81,9, 0,24%) ed Essity (32,7, 0,19%).
Infine, gli analisti di AlphaValue hanno esaminato i titoli che viaggiano a «fuoco lento». L’elenco è lungo, quindi lo hanno ristretto alle azioni con oltre 20 milioni di euro di transazioni giornaliere. Ciò porta a qualche interessante (ri)scoperta: Astrazeneca, Hsbc e Inditex non sono presumibilmente i titoli più comuni per gli arbitraggisti. Da notare che la liquidità di Bhp arriva prevalentemente dall’Australia, poiché ha in pratica abbandonato Londra. (riproduzione riservata)