La debolezza dei mercati azionari, secondo gli specialisti di Ubs, metterà sotto pressione gli utili 2023 delle società del risparmio gestito. Sulla scia dei risultati del primo trimestre 2022, delle informazioni sui flussi da inizio anno e della persistente volatilità del mercato, gli analisti hanno tagliato le stime 2023-25 fra l'1 e il 5%, con eccezione di Azimut. Sono diventati infatti più cauti nelle previsioni relative alle masse gestite 2022, ipotizzando flussi pari al 6,6% degli asset under management (aum) e performance di mercato più deboli. Gli esperti della banca d'affari sono inoltre più negativi del consenso sugli utili 2023-24, principalmente a causa del loro approccio conservativo sulle commissioni di gestione nette e sulle proiezioni dei costi operativi.
In generale la performance del mercato azionario è il principale driver dei flussi di raccolta delle aziende del risparmio gestito, mentre l'andamento dei rendimenti dei titoli di stato mostra una correlazione limitata.
Guardando ai multipli, i titoli del settore vengono scambiati con un premio del 18% circa rispetto allo Stoxx 600, al di sopra della media storica, ma con uno sconto del 10% se si esclude Finecobank. L'elevata incertezza geopolitica che incide negativamente sui listini azionari e sulla fiducia degli investitori è la principale fonte di preoccupazione.
1) Azimut. Rating neutrale, con target price 21 euro, che rispetto alla quotazione attuale implica un potenziale di rialzo del 5%. L'utile per azione (eps) 2022 e 2023 è stimato pari rispettivamente a 2,17 e 2,23 euro. Alle stesse date il titolo tratta con un p/e (prezzo/utili) di 9,2 e 9.
2) Banca Generali. Rating buy (comprare), con target price 35,3 euro, che rispetto alla quotazione attuale implica un potenziale di rialzo del 9%. L'utile per azione (eps) 2022 e 2023 è stimato pari rispettivamente a 2,03 e 2,41 euro. Alle stesse date il titolo tratta con un p/e (prezzo/utili) di 16 e 13,5.
3) Banca Mediolanum. Rating buy (comprare), con target price 8,6 euro, che rispetto alla quotazione attuale implica un potenziale di rialzo del 17%. L'utile per azione (eps) 2022 e 2023 è stimato pari rispettivamente a 0,63 e 0,64 euro. Alle stesse date il titolo tratta con un p/e (prezzo/utili) di 11,6 e 11,4.
4) FinecoBank. Rating neutrale, con target price 13,1 euro, che rispetto alla quotazione attuale implica un potenziale di rialzo dell'1%. L'utile per azione (eps) 2022 e 2023 è stimato pari rispettivamente a 0,60 e 0,59 euro. Alle stesse date il titolo tratta con un p/e (prezzo/utili) di 21,5 e 21,9. (riproduzione riservata)