Con l'indice Dow Jones che flirta attorno al record dei 40.000 punti e l'S&P 500 con i 5.300 punti dopo una corsa di tre settimane, Scott Rubner, ceo Global Markets di Goldman Sachs inizia a «vedere una vera sindrome da Fomo (fear of missing out, ndr) sui mercati». Ovvero la paura degli investitori di perdere l'ondata di rialzi attesa grazie alla buona crescita degli utili (secondo Bloomberg il 79% delle società dell'S&P ha battuto le attese nel corso del primo trimestre) e al taglio dei tassi in arrivo. Che venerdì 17 maggio era scontato, nei prezzi dei futures, a 68 punti base da parte della Bce a partire da giugno e a 46 punti base per la Fed, da settembre in poi.
Questo sentiment positivo ha cominciato a far ripartire anche le cosiddette meme stocks, titoli soggetti a rapidi e inattesi aumenti indipendentemente dai conti della società sottostante. Uno dei casi più famosi è GameStop, balzata dopo che Keith Gill, che ha guidato la meme mania nel 2021 con il soprannome di Roaring Kitty, è tornato a pubblicare post su X.
Secondo Goldman Sachs, gli advisor sulle materie prime, fondi che utilizzano strategie sistematiche per negoziare contratti futures, hanno già aumentato le posizioni azionarie lunghe sulle azioni Usa, tanto che «il patrimonio netto totale mostra un'esposizione eccessiva». Secondo lo specialista di Goldman Sachs, la domanda di azioni e titoli a reddito fisso sarà notevole la prossima settimana, con una cosiddetta «scansione verde» che apparirà nella maggior parte dei modelli di Goldman. Questo significa che gli investitori continueranno ad accumulare azioni e obbligazioni Usa anche se il mercato scende. A ciò si aggiunga che oltre il 90% delle società dell’S&P 500 ha riportato utili nel primo trimestre e ora il mercato si trova nella «finestra di massima apertura» per i buyback, con una media giornaliera di circa 5,5 miliardi di dollari fino a metà giugno.
Sul tema delle borse ai massimi si è espresso anche uno dei banchieri più famosi di Wall Street. Jamie Dimon, ad di JP Morgan, ritiene che le «chiacchiere felici» stanno spingendo le azioni al rialzo, mentre lui intanto pensa che le probabilità di un atterraggio morbido dell’economia statunitense siano ancora la metà di quanto si aspettano i mercati. «Sono preoccupato», ha detto Dimon in un’intervista televisiva a Bloomberg pubblicata su X. «Le azioni sono molto alte. Penso che le possibilità che l’inflazione rimanga più elevata e che i tassi salgano più in alto siano maggiori di quanto si pensi».
Dimon ha sottolineato che «la geopolitica potrebbe creare lo stress principale di cui siamo preoccupati in termini di prezzi del petrolio e del gas, commercio e alleanze. La sorpresa sarebbero tassi più alti perché l’inflazione non è scesa... e forse la stagflazione, che potrebbero creare problemi nel settore immobiliare e nelle società con elevata leva finanziaria».(riproduzione riservata)