La concentrazione degli indici Usa ed europei su pochi titoli è sempre più elevata e questo è un rischio nella fase attuale, secondo Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik. Però le valutazioni del mercato statunitense sembrano elevate, mentre quelle dell'Europa e dell'Italia appaiono molto meno estreme e attraenti soprattutto per le mid-small cap italiane.
Nel contesto macroeconomico attuale Scauri mantiene la sua visione prudente sui mercati azionari perché vede ancora il rischio che le politiche monetarie restrittive continuino a influenzare la crescita economica nei prossimi mesi. «A nostro avviso, il mercato statunitense continua a prezzare con eccessivo compiacimento uno scenario in cui il rialzo sincronizzato delle banche centrali di circa 500 punti base per frenare l'inflazione non porterà a evidenti danni macroeconomici o alle aspettative di una crescita degli utili strutturalmente più elevata, come indicato dalla compressione dei premi di rischio e degli spread di credito», avverte l’esperto. Il mercato azionario sarà, quindi, vulnerabile nei prossimi mesi se la crescita economica dovesse deludere o in presenza di un'inflazione più resistente, «mentre riteniamo leggermente meno in uno scenario in cui la Fed mantenga i tassi più alti per un periodo più lungo a causa del continuo aumento del debito pubblico statunitense». Nel caso della Fed, il mercato prevede un taglio dei tassi di circa 75 punti base entro la fine del 2024, al 4,58% dal 5,33%. Lo stesso vale per l'Europa, dove il mercato prevede un taglio dei tassi di circa 100 punti base entro la fine del 2024 al 3% (primo taglio di 25 punti base a giugno con una probabilità dell'86%).
Un altro fattore da tenere in considerazione è la concentrazione, che sta diventando sempre più elevata sia negli Usa che in Europa. Il gruppo noto come «Granolas» - Gsk, Roche, Asml, Nestlé, Novartis, Novo Nordisk, L'Oréal, Lvmh, AstraZeneca, Sap e Sanofi ha raggiunto circa il 25% della capitalizzazione dell'indice Stoxx600 e questo rappresenta un rischio, soprattutto in un momento in cui questa tendenza dovrebbe cambiare direzione. Un altro esempio è l'indice statunitense a media e piccola capitalizzazione Russell 2000, la cui performance ha recuperato da inizio novembre, ma gran parte del contributo è arrivato da un singolo titolo, Super Micro Computer (+254% da inizio anno), che ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 59 miliardi di dollari.
Fatte queste premesse, «in portafoglio rimaniamo complessivamente sovrappesati sui titoli finanziari, mentre siamo fuori dal settore dei servizi di pubblica utilità a causa del peggioramento dello scenario dei prezzi dell'energia», suggerisce il gestore azionario Italia di Lemanik. «Siamo più prudenti sul lusso nel breve termine dopo la forte corsa dei titoli da inizio anno e abbiamo preso parzialmente profitto dal nostro posizionamento nell'energia. Manteniamo un posizionamento selettivo sugli industriali e un'esposizione alle infrastrutture».
In particolare, nel settore dei finanziari «abbiamo mantenuto il nostro posizionamento su Banca Monte dei Paschi grazie alla valutazione e all'appeal speculativo. Gli altri nomi sono Intesa Sanpaolo e Banco Bpm», ha aggiunto Scauri. Lato petrolio, «abbiamo ridotto la nostra posizione su Tenaris e siamo ancora investiti in Saras. Nella difesa spicca Leonardo, che sta sfruttando tutto il suo potenziale, purtroppo anche aiutato dalla situazione geopolitica, in termini di ritracciamento grazie alle buone azioni messe in atto dal nuovo management. Nel green capex titoli come Danieli e Prysmian beneficeranno di un ciclo di investimenti a lungo termine nei rispettivi settori. Sulla transizione energetica: confermiamo il nostro posizionamento su Prysmian, che beneficia dei grandi piani di investimento per spingere la transizione energetica».
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