Azimut inizia il 2025 con il piede sull’acceleratore. A gennaio la holding di risparmio gestito guidata dal presidente Pietro Giuliani ha messo a segno una raccolta di 696 milioni di euro, di cui oltre i due terzi (538 milioni, il 77%) attribuibili al risparmio gestito. Positiva la reazione del titolo in borsa: alle chiusura lunedì 10 febbraio Azimut ha guadagnato l’1,9% a 25,77 euro per azione. La soglia (anche psicologica) da battere è quella dei 26 euro, superata e poi persa un anno fa.
Protagonisti del gennaio della holding sono stati i fondi comuni, che hanno portato al gruppo quasi 460 milioni. Positivi, anche se meno rilevanti, i private markets: 11 milioni a gennaio per un totale di 6,4 miliardi di masse. «Con una raccolta netta di circa 700 milioni iniziamo l’anno con slancio, confermando la fiducia degli investitori nelle nostre soluzioni gestite attivamente, che hanno attratto il 77% dei nuovi flussi», conferma l’amministratore delegato, Gabriele Blei.
Complice il mix di raccolta ed effetto mercato, il patrimonio complessivo di Azimut arriva a fine gennaio a un passo dai 110 miliardi: una crescita annua del 2,1%. Il risparmio gestito rappresenta la componente dominante, con quasi 72 miliardi allocati nelle soluzioni di asset management (e 53 miliardi solo nei fondi comuni). Fatto cento il totale delle masse, il 51,6% fa riferimento al mercato italiano, e più di un terzo (cioè 37 miliardi) alle Americhe. (riproduzione riservata)
+ Iscriviti a Follow the report, la newsletter di Francesca Gerosa con le analisi e le previsioni di mercato che ogni investitore consapevole dovrebbe leggere