In casa Benetton si punta sulla contaminazione fra i diversi business in cui la famiglia veneta investe e come fatto in Adr, il gruppo che gestisce gli aeroporti di Roma controllato da Mundys, anche Avolta si dota di un centro dove far crescere le startup. Avolta è il colosso mondiale del travel retail nato nel 2023 dalla fusione fra gli svizzeri di Dufry e Autogrill, società dove Edizione della famiglia Benetton è la prima azionista con il 21,9% del capitale.
Oltre 12,5 miliardi di euro di ricavi, 5.125 punti vendita negli scali aeroportuali, ferroviari e lungo le strade di 73 Paesi in giro per il mondo, con una quota di mercato del 20% e 500 milioni di clienti, Avolta, guidata dallo spagnolo Xavier Rossinyol, punta a migliorare la gestione dei negozi, del gruppo e l’esperienza di viaggio dei propri clienti anche attraverso la scoperta di alcune startup da accompagnare nella crescita per inglobarne successivamente la funzione nell’azienda.
Tutto ciò avviene nel F&B Innovation Hub, un acceleratore di imprese per il mondo Food&Beverage autostradale fisicamente nella storica sede di Autogrill, ad Assago, alle porte di Milano, luogo che rappresenta il primo spazio fisico al mondo di AvoltaNext. Quest’ultimo è il programma internazionale di innovazione e ventures del gruppo, dedicato a reinventare l'esperienza di viaggio e a ridefinire il futuro del travel retail e del settore F&B di Avolta. L’opas è stata lanciata nel 2023. È terminata a maggio dello scorso anno e le nozze hanno quasi dispiegato la totalità delle sinergie sui costi quantificate in circa 85 milioni di franchi svizzeri (circa 90 milioni di euro a fine 2024) al momento della nascita dell’operazione. La borsa però non sta scommettendo sul gruppo. Il titolo è di circa 10 franchi svizzeri sotto rispetto alla soglia dei 42 franchi che toccava a fine maggio 2023. Attualmente quota poco meno di 32 franchi.
Come mai? Milanofinanza.it lo ha chiesto al presidente onorario di Avolta e numero uno di Edizione, Alessandro Benetton. «È difficile dirlo. Bisognerebbe chiederlo al mercato che è fatto di tanti interlocutori», dice l’imprenditore veneto. «Dal punto di vista di Edizione – aggiunge – siamo degli investitori di lungo termine. Abbiamo analizzato nei giorni scorsi che la società ha performato molto meglio di quello che era stato preventivato al momento della fusione fra Dufry e Autogrill (sinergie di costo oltre 100 milioni di euro). Questo mi rende più sereno come investitore di lungo periodo e preferisco questa ipotesi che quella inversa, cioè il caso di un titolo che va molto bene ma ha dei fondamentali affaticati. Avolta invece ha dei numeri che sono migliori delle aspettative».
«Mi è capitato poche volte – spiega ancora – di assistere a dei casi come questo in cui le ipotesi di budget poi son state rispettate nei momenti di grande cambiamento aziendale. Dal punto di vista tecnico poi bisognerebbe chiederlo agli esperti. Ogni tanto sento dire che le ragioni sono connesse all’instabilità politica, alla Cina che per noi è poco importante visto che la maggior parte del nostro fatturato viene realizzato nel mercato europeo e in quello americano. Non so se sia anche l’effetto dell’automatic trading. Ma tutti i report degli analisti finanziari danno al titolo Avolta dei valori molto al di sopra dell’attuale quotazione di borsa. Come Edizione, quindi, siamo quindi tranquilli da questo punto di vista». (riproduzione riservata)