Il titolo Avio è volato a Piazza Affari (+4,39% a 24,95 euro in chiusura il 27 novembre) dopo che l’Esa ha proposto un aumento del 37% del budget per i lanciatori spaziali. Durante la conferenza ministeriale europea sullo spazio, il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea, Josef Aschbacher, ha infatti proposto un budget di 22,2 miliardi di euro per il periodo 2026-2028. Si tratterebbe di un aumento del 32% rispetto al budget precedente 2023-2025 (16,9 miliardi solo nel 2022).
Per quanto riguarda solo i lanciatori spaziali, l’Esa ha proposto un budget di 3,895 miliardi di euro, che rappresenterebbe un incremento del 37% (2,847 miliardi nel 2022). L’importo è solo una proposta e deve essere approvato e finanziato dagli Stati membri, fanno presente gli analisti di Banca Akros, ricordando agli investitori che il budget Esa è coperto per il 20% dal contributo obbligatorio di ciascuno Stato, che varia in base alla dimensione e al pil dello Stato, mentre il restante 80% è volontario e dipende dai programmi a cui il Paese desidera contribuire e in quale misura.
Attualmente non ci sono i dettagli sui contributi finali dell’Italia e dei principali Paesi né dell’impatto sui singoli programmi. Tuttavia, «se confermato, si tratterebbe di un aumento significativo delle risorse complessive del settore il che, a nostro avviso, dovrebbe avere implicazioni positive per la società di lanciatori spaziali Avio, titolo su cui abbiamo rating e target price sospesi», precisa Banca Akros che ha agito come co-bookrunner nel recento aumento di capitale di Avio da 400 milioni di euro, chiuso con successo (integralmente sottoscritto per 19.630.197 azioni, per un controvalore di 399,867 milioni di euro) e finalizzato principalmente al finanziamento dell'espansione delle attività negli Stati Uniti, inclusa l'apertura di un nuovo impianto.
Tra l’altro, al termine dell’operazione, Barclays, attraverso Barclays Capital Securities Limited e Barclays Bank Plc, ha comunicato di avere una posizione vicina all'11% di Avio. In particolare, ha il 2,485% con diritti di voto e il restante pacchetto in posizioni lunghe. Dopo aver superato il 10% del capitale, la banca ha precisato che non intende acquisire il controllo dell'azienda né influenzare il management. (riproduzione riservata)