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Automotive, M&A oltre quota 35 miliardi di dollari. Italia in controtendenza: più di 40 deal nel 2025

09 febbraio 2026, 14:30 Ultimo aggiornamento: 14:42

Global M&A Report 2026 di Bain & Company: la tecnologia è sempre più il primo driver dei deal. In Italia record storico nel post-Covid

Dopo due anni di rallentamento, il risiko dell’automotive torna ad accelerare. Nel 2025 il valore globale delle operazioni di fusione e acquisizione nel comparto automotive e mobility ha superato i 35 miliardi di dollari, con un raddoppio del valore medio dei deal, salito a 1,2 miliardi di dollari. A trainare il rimbalzo sono soprattutto le operazioni ad alto contenuto tecnologico, mentre l’Italia si conferma uno dei mercati più dinamici in Europa, superando le 40 transazioni in un solo anno.

È quanto emerge dall’approfondimento dedicato al settore automotive del Global M&A Report 2026 di Bain & Company, che fotografa una ripresa selettiva ma strutturale del deal-making, in un contesto di mercati maturi, margini sotto pressione e trasformazione tecnologica accelerata.

Tecnologia sempre più primo driver dei deal

Oltre la metà delle operazioni concluse nel 2025 ha riguardato ambiti tecnologici chiave per l’evoluzione del settore: semiconduttori, elettronica, sensoristica e software engineering. Questo è un segnale chiaro della riconfigurazione che è in atto lungo la filiera, con costruttori e fornitori impegnati a rafforzare le proprie competenze digitali per sostenere lo sviluppo dei veicoli di nuova generazione.

«La stagnazione dei mercati nordamericani ed europei, unita all’accelerazione del cambiamento tecnologico, ha riportato l’industria automotive verso il deal-making», spiega Gianluca Di Loreto, partner e responsabile automotive per l’Italia di Bain & Company. «L’M&A è diventata una leva chiave per sostenere gli investimenti in R&D, ridurre i costi e rafforzare il posizionamento in una supply chain sempre più concentrata».

Dopo un biennio di operazioni contenute, il 2025 segna anche il ritorno delle grandi operazioni, con livelli di deal value che non si vedevano dal periodo pre-pandemico. I cosiddetti deal di scopo hanno rappresentato circa l’80% delle transazioni, ma sono tornati anche accordi di scala rilevante tra costruttori e grandi fornitori.

Italia in accelerazione post-Covid

Nel panorama europeo l’Italia si distingue per una dinamica particolarmente positiva. Dalla pandemia in poi, il numero di operazioni di M&A nel settore automotive è cresciuto in modo costante, superando quota 40 deal nel 2025, nuovo record storico.

Il Covid ha agito da catalizzatore, portando alla luce una fragilità strutturale del sistema automotive nazionale: un tessuto industriale frammentato e poco scalabile, soprattutto nella componentistica. Da qui l’avvio di un processo di consolidamento che è ancora in corso e che riguarda in particolare la meccanica, un tradizionale punto di forza dell’industria italiana, e il mondo della distribuzione, dai concessionari ai ricambisti.

India e joint venture, mentre Europa e Usa rallentano

Se Europa e Nord America mostrano segnali di stagnazione strutturale, con tassi di crescita modesti, l’India emerge insieme alla Cina come uno dei pochi mercati in forte espansione. Non a caso, cresce l’interesse per partnership e joint venture, considerate strumenti chiave per accedere al mercato locale, localizzare l’offerta e beneficiare di vantaggi di costo. La centralità di software e intelligenza artificiale sta ridisegnando l’intera industria automotive e si riflette direttamente nelle strategie di acquisizione. «Le aziende hardware stanno integrando sempre più capability digitali per gestire stack software destinati a definire le funzionalità dei veicoli del futuro», sottolinea Di Loreto.

Sale la contaminazione con la difesa 

Non manca anche una crescente contaminazione con il settore difesa: alcuni operatori della difesa attingono alle competenze automotive per sviluppare nuovi sistemi, mentre alcuni costruttori valutano business adiacenti come possibile leva di crescita in risposta alla debolezza della domanda globale di veicoli.

Guardando al 2026, Bain prevede un contesto ancora complesso, segnato da tensioni geopolitiche, riallineamento delle supply chain ed evoluzioni tecnologiche rapide. Il sentiment resta improntato a un cauto ottimismo, con l’M&A destinata a restare uno strumento centrale di competitività. A fare la differenza, secondo la società di consulenza, saranno la capacità di pianificazione strategica, il corporate venturing e l’efficacia nell’integrazione post-merger. (riproduzione riservata)



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