Le azioni dei produttori automobilistici hanno registrato un secondo giorno consecutivo di vendite in Asia. Venerdì 28 marzo il Nikkei perde il 2,10%, Hong Kong lo 0,85%, Shanghai lo 0,5% alle ore 7:30 italiane dopo che il presidente Usa Donald Trump ha annunciato dazi del 25% sulle importazioni di auto a partire da aprile. Colpendo duramente in questo modo uno dei settori chiave dell’export del Fareast. Intanto i futures sul Nasdaq si muovono poco sopra la parità.
Le case automobilistiche giapponesi Toyota, Honda, Mazda, Subaru e Nissan, insieme alle sudcoreane Hyundai e Kia, hanno subito forti perdite a causa delle crescenti preoccupazioni sull’impatto delle nuove tariffe. Venerdì, Toyota e Honda hanno chiuso rispettivamente in calo del 4,29% e 4,24%. Nissan, che possiede tre stabilimenti in Messico, ha perso l’1,63%, mentre Mazda Motor ha ceduto il 3,99% e Mitsubishi Motor l’1,27%. Anche i titoli delle case automobilistiche sudcoreane hanno registrato flessioni: Kia Motors, che produce in Messico, ha perso il 2,66%, mentre Hyundai Motor ha chiuso in calo del 3,53%. In Cina, alcuni produttori di veicoli elettrici sono stati penalizzati, con Nio in calo del 7,83% a Hong Kong, mentre Xpeng e Li Auto hanno ceduto rispettivamente lo 0,57% e lo 0,78%.
I nuovi dazi, che entreranno in vigore il 2 aprile, colpiranno le automobili e i veicoli leggeri importati, oltre a componenti importanti come motori e trasmissioni, secondo quanto dichiarato dalla Casa Bianca. Gli analisti prevedono che i dazi aumenteranno i prezzi per i consumatori statunitensi sia sui veicoli importati sia su quelli prodotti localmente, con rincari che potrebbero arrivare a diverse migliaia di dollari.
Secondo Goldman Sachs, il prezzo delle auto importate potrebbe aumentare tra 5.000 e 15.000 dollari, mentre i veicoli prodotti negli Stati Uniti potrebbero registrare incrementi fino a 8.000 dollari, secondo l’analista Mark Delaney.
Attualmente, oltre il 90% delle importazioni statunitensi di veicoli proviene da cinque principali partner commerciali: Unione Europea, Canada, Messico, Corea del Sud e Giappone.
Ue, Canada e altri partner commerciali che hanno anticipato che intendono adottare misure di ritorsione, facendo crescere il timore di una guerra commerciale prolungata, scrivono gli analisti di ANZ. Trump ha inoltre minacciato di imporre dazi «ancora più elevati» a Canada e Ue nel caso in cui questi decidano di rispondere alle misure tariffarie statunitensi. L’applicazione dei dazi presenta anche delle complessità, in particolare per quanto riguarda la loro estensione ai singoli componenti automobilistici, ha evidenziato Eurasia Group in una nota.
Secondo la Casa Bianca, gli importatori di automobili che operano nell’ambito dell’Accordo Stati Uniti-Messico-Canada (USMCA) potranno certificare il contenuto di produzione statunitense, e i dazi del 25% saranno applicato solo alla parte di valore non riconducibile agli Stati Uniti. Tuttavia, Eurasia Group ha sottolineato che i dazi del 25% non verranno applicati immediatamente ai componenti auto in arrivo dall’USMCA. L’entrata in vigore dipenderà da una metodologia che dovrà essere definita dal Segretario al Commercio, in collaborazione con la Customs and Border Protection (CBP), per tassare esclusivamente la quota di valore non statunitense di tali componenti. (riproduzione riservata)