Il mercato europeo dell’auto ritrova slancio grazie a un settembre decisamente positivo. Nell’Unione Europea le nuove immatricolazioni sono aumentate del 10% nel mese, contribuendo a un saldo che diventa positivo (+0,9%) nei primi nove mesi del 2025. In totale sono state oltre 8,05 milioni le vetture immatricolate nei Paesi Ue da gennaio a settembre.
Si tratta del terzo mese consecutivo in crescita, segnale importante per un settore che nei primi mesi dell’anno aveva mostrato molta incertezza. Il mercato rimane comunque in fase di transizione e le dinamiche per alimentazione confermano l’accelerazione dell’elettrificazione.
Le auto elettriche pure (Bev) rappresentano ora il 16,1% delle vendite cumulative contro il 13,1% dello scorso anno, mentre le ibride, sia full sia mild, consolidano la posizione di tecnologia più scelta dagli automobilisti europei con una quota del 34,7%. La controparte è il calo deciso delle vetture tradizionali: la quota combinata di benzina e diesel è scesa al 37%, contro il 46,8% dell’anno precedente.
Le elettriche pure sono cresciute del 20% in settembre, mentre le ibride hanno segnato un +15,9%, con le plug-in hybrid che hanno addirittura registrato un balzo del 65,4% nel mese. Benzina e diesel continuano invece a perdere terreno, con un calo delle immatricolazioni rispettivamente del 7,8% e del 14,3% a settembre anno su anno.
In questo scenario Stellantis può tornare a sorridere. Il gruppo guidato da Antonio Filosa archivia un mese di settembre finalmente in controtendenza rispetto a un 2025 finora complicato: +10,5% di immatricolazioni in Ue nel mese e market share in crescita dal 14,9% al 15%. Nel perimetro più ampio di Unione Europea, area Efta e Regno Unito la progressione è ancora più evidente, +11,5% con 165.457 nuove auto registrate nel mese.
A spingere i volumi sono soprattutto i due marchi generalisti che rappresentano la struttura portante del gruppo a livello di volumi: Citroën e Fiat. Il brand francese cresce del 43,9% su base annua a settembre in Ue, grazie all’efficacia commerciale della nuova generazione della C3, modello cardine per la riconquista dei segmenti di ingresso. Ma anche Fiat è protagonista di una forte crescita di vendite in Ue, +24,2%. La spinta è da collegare al lancio della nuova Grande Panda che, come la C3, si colloca nel cuore del mercato europeo ed è un’arma competitiva in una fascia dove il prezzo è decisivo.
All’interno del gruppo spiccano inoltre le performance di Alfa Romeo, in crescita del 61,5% in UE a settembre, segno che l’ampliamento dell’offerta sulle fasce più alte, unito al rinnovamento del design, sta attirando nuovi clienti. Persino Jeep, marchio che negli ultimi mesi aveva sofferto più della concorrenza, torna a mostrare un piccolo segnale positivo. Il dato non cancella un cumulato ancora negativo per Stellantis nei primi nove mesi dell’anno, con una flessione del 7,2% in Ue e del 5,6% nell’Europa allargata.
Nel panorama europeo la leadership resta nelle mani del gruppo Volkswagen, che a settembre cresce dell’11,1% nell’Unione e del 9,7% nella regione estesa. I brand Skoda e soprattutto Cupra continuano a essere tra i principali motori della crescita.
E anche la francese Renault mette a segno una forte crescita: le immatricolazioni della società aumentano del 14,4% in Ue, mentre Dacia corre ancora più veloce con un +27,6%, confermando il successo del marchio nei segmenti più sensibili al prezzo.
Byd si conferma protagonista tra i gruppi cinesi emergenti con una crescita quasi senza precedenti: +272,1% in Ue a settembre e +398% nell’Europa allargata, dove supera le 24.900 unità nel solo mese. L’espansione del costruttore cinese è favorita dal rapido arricchimento della gamma elettrica e da una politica di listini aggressiva, sempre più difficile da eguagliare per i costruttori europei: considerando le vendite di settembre in Europa allargata, e quindi anche nel Regno Unito dove le sue quote di mercato sono in forte crescita, il colosso cinese, con 24.963 unità, ha superato Fiat, con il marchio italiano a quota 22.967.
Prosegue, invece, la contrazione di Tesla, che a settembre vede ridursi le vendite in Ue del 18,6%, mentre il cumulato dei nove mesi segna un pesante -38,7%. Anche includendo Efta e Uk il quadro non cambia: -10,5% nel mese e un drastico -28,5% da inizio anno, con una quota di mercato in evidente discesa rispetto al 2024. (riproduzione riservata)