«Proporrò un emendamento mirato al regolamento sulle emissioni di Co2 per dare alle aziende automobilistiche tre anni di tempo, invece di uno, per adeguarsi agli standard di conformità ed evitare le sanzioni che sarebbero scattate dal 2025. Gli obiettivi resteranno sempre gli stessi, ma concederemo più respiro e garantiremo maggiore chiarezza. Sono certa che un emendamento così mirato sarà approvato rapidamente dal Parlamento Ue e dal Consiglio».
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, rinvia le multe che sarebbero scattate già a fine 2025 in caso di superamento dei limiti sulla Co2 imposti dall’Ue. Un sollievo per i produttori, arrivato a soli due giorni dal piano d’azione sull’industria dell’auto, presentato domani 5 marzo. Si tratta però di una parentesi, perché dopo lo stop di tre anni il controllo tornerà annuo. Ma tanto basta per evitare multe tra i 15 e i 16 miliardi per l’Acea.
«C’è una richiesta di maggiore flessibilità, anche se il principio chiave resta l’equilibrio. Da un lato abbiamo bisogno di prevedibilità ed equità verso chi si è mosso prima con successo. Quindi non possiamo tornare indietro sugli obiettivi green», spiega la presidente. «Ma dall’altro lato dobbiamo ascoltare chi in questi tempi difficili chiede più pragmatismo e neutralità tecnologica».
Con il piano d’azione sull’auto la Commissione è convinta di poter rilanciare l’auto europea, finita in crisi per colpa della concorrenza cinese, del calo della domanda e dei costi della transizione verso l’elettrico. Bruxelles ripartirà dalla neutralità tecnologica, che diventerà il principio fondamentale, e poi dall’innovazione.
«Serve una grande spinta nel software e nell’hardware per la guida autonoma», dichiara von der Leyen. «Sappiamo che la concorrenza globale è feroce, quindi dobbiamo agire in grande e creare un’alleanza nel settore. Le aziende metteranno in comune le risorse e svilupperanno tecnologie condivise per portare i veicoli autonomi sulle nostre strade più velocemente».
Uno scatto arriverà anche «sulle filiere europee di fornitura, che devono essere più solide e resilienti soprattutto nelle batterie. Qui la nostra produzione è in aumento, ma le batterie importate restano più economiche. Noi dobbiamo evitare che l’elettrico diventi più costoso, ma non possiamo nemmeno permetterci nuove dipendenze. Quindi esploreremo il supporto diretto ai produttori di batterie Ue e introdurremo requisiti di contenuto europei per celle e componenti».
«Salvata l’industria auto europea, la Commissione da` ragione all'Italia. Eliminata la tagliola delle multe che avrebbe determinato il collasso del settore», festeggia il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo le aperture annunciate dalla Commissione. «Ora avanti con la piena neutralita` tecnologica, l’autonomia strategica nella produzione di batterie e un piano incentivi europeo».
«Accogliamo con favore la dichiarazione della presidente Von der Leyen sul rinvio delle assurde multe ai costruttori di auto. Ora però, in previsione della pubblicazione del nuovo piano industriale per il settore, serve che venga ristabilito pienamente il principio di neutralità tecnologica, non soltanto per gli e-fuels ma per tutte le tecnologie - a partire dai biocarburanti - che possono contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti, in molti casi prima e meglio dell’elettrico», commenta Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia - Ecr al Parlamento Europeo.
«Sanzioni ai produttori auto scongiurate per quest’anno, l’Europa ancora una volta si accorge dopo anni che aveva ragione la Lega, che con i suoi alleati ha sempre criticato le follie green di questa Commissione», dichiara invece Paolo Borchia, capo delegazione della Lega al Parlamento Ue. «Bruxelles sta facendo marce indietro su moltissime sue proposte, multe, Green deal, Nutriscore, immigrazione, AI. Sta dicendo quello che noi dicevamo cinque anni fa, e chissà su quali altri temi scoprirà che i suoi diktat e i suoi estremismi erano sbagliati. Ora lavorare per azzerare tutte le eco follie anti-italiane». (riproduzione riservata)