Il mercato dell’auto francese affonda a febbraio e questo è un segnale negativo per Stellantis, che però è riuscita a limitare i danni molto meglio dei competitor. Secondo i dati diffusi dalla Plateforme automobile (Pfa), le immatricolazioni di auto nuove in Francia il mese scorso sono crollate del 14,7% su base annua a 120.764 unità, dopo il -6,5% di gennaio. Nei primi due mesi dell’anno il calo cumulato è dell’11,1%, in continuità con un 2025 già debole.
Si tratta di uno dei livelli più bassi degli ultimi 15 anni, escludendo il periodo della crisi dei semiconduttori nel 2022. Rispetto al 2019, il mercato viaggia ancora circa il 30% sotto i volumi pre-Covid, ed è il chiaro segnale di una debolezza strutturale nella domanda, tra prezzi elevati, tassi più alti e incertezza economica che alimentano l’attendismo dei consumatori francesi.
In questo contesto molto difficile, Stellantis - che controlla marchi che sono centrali nel mercato francese come Peugeot, Citroën, DS e Opel - contiene le perdite con un -7,3% a febbraio, facendo decisamente meglio di diversi concorrenti domestici e internazionali. La performance relativa appare quasi positiva in un mercato che sta penalizzando fortemente i grandi costruttori generalisti.
Basta guardare al pesante crollo del gruppo Renault, che lascia sul terreno il 23,5% delle immatricolazioni tra i brand Renault, Dacia e Alpine. In forte calo c’è anche un colosso Toyota, scesa del 19,2%. «Nonostante il mercato francese abbia subito gravi flessioni a febbraio, la performance positiva di Stellantis rispetto al mercato dimostra la continua spinta del lancio dei suoi modelli di recente introduzione», commentano da Banca Akros, ricordando che «la Francia rappresenta circa il 10% dei ricavi di Stellantis».
In controtendenza c’è, invece, Tesla che segna un balzo del 55% grazie alla spinta dei suoi modelli elettrici. Le immatricolazioni di auto a batteria sono salite del 28% a 32.370 unità, con una quota di mercato del 27%, dopo il picco del 28% registrato a gennaio.
Secondo la Pfa, però, la buona tenuta dell’elettrico sarebbe in parte un «effetto ottico», legato al leasing sociale e agli obblighi di elettrificazione delle flotte aziendali più che a una domanda privata strutturalmente solida. (riproduzione riservata)